Salute

Sanità in Calabria: Finisce l’Era del Commissariamento. Ora la Sfida dell’Autonomia

ROMA – Dopo 17 lunghi anni, la sanità calabrese volta pagina. Il Consiglio dei ministri ha deliberato ieri la revoca del commissariamento, ponendo fine alla gestione straordinaria e restituendo alla Regione la piena autonomia sul sistema sanitario. Una decisione che segna l’inizio di una nuova, complessa fase per un territorio segnato da anni di difficoltà.

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Una decisione attesa da quasi due decenni

La proposta, avanzata dal ministro per gli Affari regionali Roberto Calderoli, ha incassato il parere favorevole dei ministri dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, e della Salute, Orazio Schillaci. Si chiude così formalmente un capitolo iniziato nel lontano 2009, quando lo Stato intervenne per sanare i conti di un sistema al collasso. Roberto Occhiuto, Presidente della Regione e ultimo commissario alla sanità, ha commentato con parole cariche di significato: «È un risultato storico. Dopo 17 anni con questa camicia di forza, ce ne siamo finalmente liberati».

Un percorso di rilancio

L’entusiasmo è condiviso da Salvatore Cirillo, presidente del Consiglio regionale, che definisce la revoca «un momento storico per la Calabria e un passaggio fondamentale per il futuro». La decisione, ha aggiunto, «restituisce alla Calabria piena responsabilità e autonomia». Il percorso verso questo traguardo aveva subito un’accelerazione decisiva lo scorso settembre, quando la premier Giorgia Meloni, durante la campagna elettorale, aveva promesso un rapido iter per la soppressione del commissariamento.

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Le sfide della nuova autonomia

Con la riconquistata autonomia, la Calabria si trova ora di fronte a un banco di prova cruciale. Se da un lato la gestione commissariale ha portato a progressi significativi, come il completamento della ricognizione del debito sanitario nel 2023, dall’altro la Regione si trova per la prima volta dopo quasi due decenni senza gli scudi amministrativi dello Stato. La vera sfida, come sottolineano gli osservatori, sarà dimostrare che la sanità calabrese è pronta a camminare con le proprie gambe, gestendo in modo efficiente un sistema a lungo piagato da disavanzi, spesa fuori controllo e incapacità di garantire i Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) ai propri cittadini.

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