Farmacie, la Calabria volta pagina: “Ora la svolta diventi un diritto”
A Lamezia Terme, il convegno di Federfarma Catanzaro fa il punto su un decennio di trasformazione. Con oltre 150mila prestazioni di telemedicina, le farmacie sono diventate il primo presidio del territorio. Il presidente Defilippo: “Uscire dalla fase sperimentale”. Interventi di Nisticò (Aifa) e Cartabellotta (Gimbe).
LAMEZIA TERME – Un decennio per cambiare pelle, passando da semplice dispensatore di farmaci a primo sportello della sanità sul territorio. E ora, una nuova sfida: trasformare questa rivoluzione in un sistema stabile e in un diritto concreto per i cittadini. È questo il messaggio emerso dal convegno “Mission Impossible – Il decennio del cambiamento tra evoluzione e visione”, promosso da Federfarma Catanzaro, che ha riunito a Lamezia Terme i protagonisti della sanità regionale e nazionale.
L’evento si è svolto in un momento simbolico per la regione: la storica uscita dal commissariamento della sanità dopo 17 anni. Un passaggio che, pur non risolvendo tutte le criticità, apre una fase inedita in cui le farmacie rivendicano un ruolo da protagoniste.
Una rivoluzione nei fatti A tracciare il bilancio è stato il presidente di Federfarma Calabria e Catanzaro, Vincenzo Defilippo. «Questo non è un convegno celebrativo, ma un momento di consapevolezza», ha esordito. «Dieci anni fa la Calabria non era nemmeno inclusa nella farmacia dei servizi. Oggi è tra le prime regioni per utilizzo dei fondi e per risultati». I numeri parlano chiaro: oltre 150mila prestazioni di telemedicina, un contributo decisivo all’abbattimento delle liste d’attesa e un aumento delle coperture vaccinali. «I cittadini si fidano di noi – ha aggiunto Defilippo – ma adesso bisogna fare un passo in più: firmare la convenzione regionale per uscire definitivamente dalla sperimentazione e stabilizzare i servizi».
Il plauso delle istituzioni, l’allarme degli esperti Il nuovo ruolo delle farmacie è stato riconosciuto trasversalmente. Il sottosegretario all’Interno, Wanda Ferro, ha definito i presidi farmaceutici «un collegamento fondamentale tra medicina territoriale e ospedaliera», mentre il prefetto Castrese De Rosa ha parlato di un «modello Catanzaro» che rappresenta una garanzia di «tenuta sociale».
Tuttavia, non sono mancati gli avvertimenti. Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione GIMBE, ha gelato la platea collegandosi in remoto: «L’uscita dal commissariamento è un nuovo avvio, ma il Servizio sanitario nazionale continua un declino inesorabile, minato da definanziamento e disuguaglianze che non garantiscono più un accesso equo alle cure».
Sulla stessa linea, ma con un focus sul farmaco, l’intervento del presidente dell’AIFA, Robert Nisticò. «Il farmaco è un’infrastruttura strategica e la vera sfida è governarne la complessità, passando a una medicina di precisione», ha spiegato. Per Nisticò, la farmacia può diventare «un punto avanzato di monitoraggio e accompagnamento del paziente», cruciale per garantire l’aderenza terapeutica, soprattutto nei malati cronici, e migliorare la qualità delle cure senza far esplodere i costi.
La farmacia come impresa sociale Ma l’innovazione non basta. Per essere sostenibile, deve poggiare su un modello organizzativo solido. Un concetto ribadito da Emanuele Mormino: «Le farmacie calabresi si sono distinte per capacità di adattamento, ma ora bisogna fare sistema. La farmacia non è solo un presidio sanitario, è anche un’impresa e deve essere gestita come tale». Secondo Mormino, senza una visione imprenditoriale, investimenti in formazione e processi strutturati, «l’innovazione rischia di rimanere episodica».
Una visione condivisa da Anna Rosa Racca, che ha lodato la capacità dei farmacisti calabresi di salvare vite con strumenti diagnostici e di prevenzione, e da Marco Alessandrini della Banca del Fucino, che ha confermato il supporto del sistema bancario a questo percorso di crescita.
La giornata, moderata dalla giornalista Rai Viviana Verbaro, si è chiusa con un messaggio unanime: la farmacia ha già vinto la sua scommessa con il futuro. Ora la palla passa alla politica, chiamata a consolidare questo modello per garantire a tutti i calabresi un accesso più semplice, rapido ed efficace al diritto fondamentale alla salute.




