Teatro e giovani, un dialogo che cresce: “La Matassa” porta in scena libertà e responsabilità
Sul palco del Controtempo, lo spettacolo “Livingston” diventa il punto di partenza per un confronto profondo con gli studenti del territorio sui temi della crescita e delle scelte.
Si è alzato il sipario, ma questa volta le luci non hanno illuminato solo la scena, bensì anche le menti e le coscienze dei giovani spettatori. Nelle giornate del 16 e 17 aprile, il Teatro Controtempo ha ospitato un evento di grande spessore culturale ed educativo nell’ambito del progetto La Matassa, trasformando il palcoscenico in un’autentica agorà di confronto per gli studenti del territorio.
Al centro delle due giornate, lo spettacolo “Livingston”, interpretato da Roberta Musco con l’adattamento e la regia di Andrea Giuda, una produzione firmata Controtempo Teatro. L’opera non è stata un semplice punto d’arrivo, ma il catalizzatore di un dialogo vivace e partecipato, che ha messo i ragazzi al centro della riflessione.
Superando il ruolo di spettatori passivi, ragazze e ragazzi sono diventati protagonisti di un dibattito articolato e sorprendentemente maturo. Le rappresentazioni sono state seguite da un confronto aperto in cui sono emersi temi cruciali come la libertà, il significato delle regole, l’autonomia personale e il coraggio di prendere decisioni. Con lucidità e consapevolezza, gli studenti hanno argomentato come la libertà non possa esistere senza la responsabilità e come le regole acquistino valore solo attraverso la comprensione e la condivisione.
Dalle loro parole è emerso uno sguardo critico e profondo sulla crescita, intesa come un percorso che richiede di imparare a scegliere, accettando il peso e il rischio delle proprie azioni. Un’analisi che ha chiamato in causa anche il ruolo del mondo adulto, delle istituzioni e del sistema educativo nel promuovere e sostenere percorsi di reale autonomia.
L’iniziativa conferma il valore del progetto La Matassa come spazio educativo d’eccellenza, capace di riconoscere i giovani come interlocutori intelligenti e di utilizzare il potente linguaggio del teatro non solo per intrattenere, ma per attivare il pensiero critico e fornire nuovi strumenti per leggere la realtà e se stessi. Un’esperienza che dimostra, ancora una volta, come la cultura possa essere il più efficace dei motori per la formazione civica e personale.




