Lungomare di Caulonia, fondi PNRR a rischio dopo il ciclone. Il Comune accusa: “Tre mesi di silenzio inaccettabile”
CAULONIA (RC) – Tre mesi di attesa, comunicazioni inevase e un cantiere devastato. A quasi cento giorni dal passaggio del ciclone “Harry”, che ha distrutto il lungomare di Caulonia, l’amministrazione comunale rompe gli indugi e invia un sollecito formale ai massimi vertici istituzionali, tra cui il Ministero dell’Interno e la Prefettura di Reggio Calabria. La richiesta è una e chiara: risposte immediate per salvare un’opera pubblica finanziata con fondi PNRR e per mettere in sicurezza un’area diventata un pericolo.
Un cantiere spazzato via alla vigilia del traguardo
La vicenda ha inizio tra il 19 e il 21 gennaio 2026, quando il ciclone tropicale “Harry” si è abbattuto con violenza sulla costa ionica. A farne le spese è stato soprattutto il cantiere per la riqualificazione del waterfront di Caulonia, un progetto del valore di milioni di euro inserito nel programma “Aspromonte in Città” del PNRR. I lavori, affidati alla ditta Scali Srl, erano completati all’85% e prossimi alla consegna. La furia del ciclone ha però vanificato quasi interamente l’intervento, causando il crollo della pavimentazione, il cedimento del muro paraonde e danni strutturali estesi. Un disastro classificato come “danno da forza maggiore”.
Un muro di silenzio istituzionale
Dal 27 gennaio, il Comune di Caulonia, insieme all’ente capofila Roccella Jonica, ha avviato un fitto dialogo istituzionale. Sono state inviate segnalazioni, richieste per spostare il finanziamento su altri fondi nazionali e istanze per utilizzare le economie di altri lotti per un primo ripristino. Si sono tenute riunioni in Prefettura e incontri a livello ministeriale. Tuttavia, a tre mesi di distanza, ogni tentativo di ottenere un riscontro concreto è caduto nel vuoto. Nessuna risposta formale è mai pervenuta, lasciando l’amministrazione e la cittadinanza in un limbo di incertezza.
L’appello del Sindaco: “Meritiamo risposte”
La lettera inviata il 21 aprile, a firma del sindaco Francesco Cagliuso, è un atto d’accusa e una richiesta disperata di attenzione. Si chiede un riscontro a tutte le comunicazioni precedenti, la convocazione di un tavolo istituzionale e, soprattutto, provvedimenti urgenti per la messa in sicurezza del sito.
“Questo silenzio istituzionale è inaccettabile,” dichiara il sindaco Francesco Cagliuso. “Il nostro paese ha subito un danno enorme e merita risposte chiare e rapide sulla sorte del finanziamento, sulla ricostruzione del lungomare e sulla messa in sicurezza di un cantiere che oggi rappresenta un pericolo per i nostri cittadini. Non ci fermeremo finché non avremo queste risposte.”
Gli fa eco il vicesindaco Giovanni Maiolo, che solleva una questione di equità territoriale: “Quando un evento calamitoso colpisce il Nord, le soluzioni si trovano in tempi rapidi. Qui, dopo tre mesi, aspettiamo ancora una risposta. È una questione di dignità. Lo Stato ha il dovere di essere presente.”
L’assessore ai Lavori Pubblici, Lorenzo Commisso, sottolinea l’instancabile lavoro svolto dietro le quinte: “Oltre alle comunicazioni ufficiali, abbiamo moltiplicato i contatti diretti con tutti i referenti tecnici e politici. Il lavoro sommerso che stiamo portando avanti è enorme. Siamo determinati a non lasciare sola la nostra comunità.”
Mentre l’amministrazione comunale attende un segnale da Roma, il lungomare di Caulonia resta una ferita aperta, simbolo di un’opera quasi compiuta e di una ricostruzione che non può ancora iniziare.




