Emergenza incendi in Calabria: è assedio dei piromani. Scoperti inneschi ritardati e trappole crudeli
CATANZARO – Un’escalation di fuoco e criminalità sta mettendo in ginocchio la Calabria. Nelle ultime 24 ore la regione è stata travolta da un’ondata devastante di incendi boschivi e di vegetazione, che ha costretto agli straordinari i Vigili del Fuoco, la Protezione Civile regionale e i mezzi della flotta aerea dello Stato. Dietro l’emergenza, tuttavia, non ci sono solo le temperature torride e la siccità: la Protezione Civile ha confermato la natura dolosa di moltissimi roghi, portando alla luce le prove di una vera e propria strategia criminale basata sull’uso di inneschi ritardati.
Bollettino di guerra: oltre 200 interventi in un giorno e mezzo
I numeri diffusi dai Vigili del Fuoco descrivono uno scenario drammatico: in sole 36 ore si sono registrati più di 200 interventi su tutto il territorio regionale, con decine di fronti di fuoco ancora attivi e fuori controllo.
La mappa dell’emergenza tocca quasi tutte le province:
- Parco Nazionale del Pollino e Cosentino: polmoni verdi di inestimabile valore minacciati dalle fiamme.
- Catanzarese (aree di Squillace e Lamezia Terme), Crotonese e Vibonese: qui il fuoco ha lambito pericolosamente centri abitati, strutture ricettive e insediamenti industriali.
A rendere la situazione esplosiva è la combinazione letale tra il vento forte, la persistente siccità e l’ondata di calore eccezionale che ha fatto scattare il bollino rosso in diverse aree della regione, accelerando la propagazione delle fiamme e ostacolando le operazioni di spegnimento.
La firma dei piromani: candele, bottiglie e la crudeltà sugli animali
Il dettaglio più inquietante emerso nelle ultime ore riguarda la metodicità degli attacchi. Domenico Costarella, dirigente della Protezione Civile regionale, ha denunciato il ritrovamento di numerosi ordigni rudimentali progettati per massimizzare i danni e garantire l’impunità ai responsabili.
Si tratta di veri e propri inneschi a tempo: candele avvolte in stracci imbevuti di liquido infiammabile e bottiglie di vetro con stoppino e combustibile. Questi congegni vengono posizionati per attivarsi ore dopo il posizionamento, consentendo ai piromani di allontanarsi indisturbati prima che si levino le prime fiamme.
Ma il livello di spietatezza ha superato ogni limite immaginabile. Le autorità hanno documentato pratiche definite “disumane”: in alcuni casi sono stati utilizzati gatti vivi, alla cui coda sono stati legati stracci intrisi di benzina poi dati alle fiamme. Gli animali, terrorizzati dal dolore, fuggono impazziti nella vegetazione secca, trasformandosi in esche mobili capaci di moltiplicare rapidamente i focolai.
L’appello delle istituzioni: “Denunciate i criminali”
Di fronte a quella che viene definita un’azione condotta da vere e proprie “menti criminali”, la Protezione Civile e le forze dell’ordine hanno lanciato un appello accorato alla cittadinanza. La collaborazione della popolazione è considerata vitale in queste ore: l’invito è quello di segnalare immediatamente qualsiasi principio di incendio o movimento sospetto ai numeri di emergenza. Solo una vigilanza attiva e collettiva può arginare un disegno criminoso che sta minacciando la sicurezza pubblica e devastando il patrimonio naturale della Calabria.





