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Presunto inquinamento della falda a Passovecchio (Crotone): il nodo della “sorgente sconosciuta” e l’iter degli accertamenti tecnici

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CROTONE – Sulla delicata questione della contaminazione ambientale nell’area di Passovecchio si riaccende il dibattito tecnico e politico. Al centro dell’attenzione vi è la posizione espressa da A2A in merito allo stato della falda acquifera sotterranea, una ricostruzione che, secondo diverse sigle civiche, presenterebbe alcune incongruenze logiche e procedurali su cui si presume debba essere fatta piena luce da parte degli enti di controllo preposti.

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La tesi del “trasporto da monte” sotto la lente degli inquirenti

Nel documento di analisi del rischio presentato dalla società, l’inquinamento della falda viene ricondotto a presunti fenomeni di trasporto sotterraneo provenienti da monte idrogeologico rispetto al sito del termovalorizzatore. Tuttavia, nello stesso elaborato si ammette che la reale ubicazione della sorgente primaria di contaminazione risulterebbe attualmente sconosciuta.

Si tratterebbe, secondo le prime letture critiche del documento, di un’ipotesi causale non ancora supportata da verifiche definitive: si indicherebbe infatti un meccanismo di propagazione senza aver prima individuato l’esatta origine dello sversamento, né documentato con assoluta certezza le indagini lungo la falda. Spetterà ora alle autorità competenti verificare la consistenza scientifica di tale ricostruzione.

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Le richieste del territorio e i presunti rischi sanitari

L’apparente contraddizione ha spinto l’associazione “Cittadini Liberi” e altre realtà del territorio a chiedere formalmente se sia stata effettuata una reale ricerca della sorgente risalendo la falda e se sia stato avviato un censimento sistematico dei pozzi agricoli e privati tra le località di Margherita e Gabella.

Nelle relazioni tecniche si presumerebbe la presenza di metalli e composti organici clorurati con valori superiori ai limiti di legge. Tale scenario, qualora venisse accertato dagli organi di vigilanza, configurerebbe un potenziale rischio sanitario-ambientale legato all’eventuale ingestione diretta dell’acqua. Gli attivisti sottolineano come l’attribuzione di una causa esclusivamente “externa”, in assenza di un tracciamento rigoroso validato dagli enti pubblici, rischierebbe di rallentare le necessarie operazioni di bonifica e di lasciare nell’incertezza i residenti che utilizzano la falda per scopi domestici e irrigui.


Il protocollo scientifico: quali studi vengono attivati in caso di dati incerti?

Di fronte a scenari complessi caratterizzati da sorgenti inquinanti non identificate, la prassi scientifica e i protocolli di tutela ambientale prevedono l’attivazione di specifici percorsi di studio e analisi, i cui esiti dovranno essere vagliati e validati dalle autorità sanitarie e ambientali competenti.

I modelli di indagine epidemiologica e ambientale

In situazioni di forte incertezza, gli esperti ricorrono solitamente a studi osservazionali. Tra questi si presumono applicabili:

  • Studi trasversali: per scattare un’istantanea analitica della contaminazione in un preciso momento.
  • Studi longitudinali: per monitorare l’evoluzione temporale e la dispersione degli inquinanti.
  • Modelli analoghi ai “case-control” o studi di coorte: per confrontare sistematicamente le aree potenzialmente esposte con zone di controllo non contaminate, cercando di ricostruire a ritroso le vie di esposizione.

La validazione del dato e l’approccio multidisciplinare

La validità di qualsiasi modello predittivo dipende dalla qualità dei campionamenti effettuati sul campo. Prima di applicare modelli statistici o inferenziali, i dati devono essere sottoposti a rigidi protocolli di pulizia e validazione, per escludere errori sistematici nella raccolta dei campioni d’acqua o di terreno.

Inoltre, per la valutazione d’impatto complessiva, si ritiene indispensabile l’adozione di metodologie integrate sul modello dell’Health Technology Assessment (HTA). Questo approccio, ampiamente utilizzato in ambito sanitario, consente di unire i dati chimico-fisici a valutazioni epidemiologiche, economiche ed etiche, fornendo alle autorità decisionali un quadro scientifico solido e indipendente, lontano da semplici ipotesi teoriche.

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