Cosenza-Cavese, un pari che sa di tregua: lo Scida resta blindato ma l’attacco rossoblù non decolla
Sul neutro di Crotone finisce 0-0. Per i silani arriva il primo punto in campionato che interrompe l’emorragia di sconfitte, ma l’astinenza da gol continua a preoccupare. Gli ospiti recriminano per le occasioni sprecate nella ripresa.
CROTONE — Un punto per ripartire, per muovere finalmente la classifica e respirare dopo tre ko consecutivi che avevano iniziato a far tremare l’ambiente. Ma anche la conferma di un attacco che fatica maledettamente a pungere. Sul prato neutro dello stadio “Ezio Scida” di Crotone, Cosenza e Cavese si spartiscono la posta in palio al termine di un match intenso ma privo di gol, che regala sentimenti contrastanti alle due sponde. Se per i rossoblù di casa il pareggio rappresenta una boccata d’ossigeno soprattutto sul piano psicologico, in casa Cavese resta l’amaro in bocca per non aver capitalizzato una netta superiorità territoriale nella seconda frazione di gioco.
Primo tempo bloccato, McJannet sfiora il vantaggio
L’avvio di gara risente inevitabilmente della tensione. Il Cosenza, reduce da un avvio di stagione da incubo, bada prima di tutto a non scoprirsi, mentre la Cavese cerca di tessere le proprie trame senza forzare i ritmi. Ne nasce una prima frazione contratta, giocata prevalentemente a centrocampo e povera di sussulti spettacolari.
L’unica vera fiammata dei primi quarantacinque minuti porta la firma dei silani: è McJannet a spaventare la retroguardia campana con un diagonale velenoso che si spegne a fil di palo, dando l’illusione del gol ai tifosi presenti. Sarà, di fatto, l’unico vero squillo offensivo di un Cosenza apparso ancora troppo timido e sterile negli ultimi sedici metri.
Ripresa di marca campana: Iliev e Clemente salvano il Cosenza
Nella ripresa lo spartito tattico cambia. La Cavese sale in cattedra, alza il baricentro e inizia a premere con insistenza alla ricerca del bottino pieno. È qui che sale sugli scudi la retroguardia calabrese, guidata da un superlativo Iliev. Il portiere rossoblù si erge a protagonista assoluto prima opponendosi con un riflesso prodigioso a una conclusione ravvicinata di Fusco, e poi sventando un pericolo enorme con un’uscita tempestiva e coraggiosa sui piedi di Fella, lanciato a rete.
Il forcing finale della Cavese produce l’ultima, clamorosa palla gol nei minuti di recupero. Cionek calcia a botta sicura da dentro l’area, ma trova sulla sua strada un monumentale Clemente, che si immola respingendo la conclusione e blindando lo 0-0 definitivo fino al triplice fischio.
Il verdetto del campo
Al triplice fischio, il bicchiere è decisamente mezzo pieno per il Cosenza sul fronte difensivo e del morale: muovere la classifica era l’obiettivo prioritario per scacciare i fantasmi della crisi. Resta però da risolvere il “nodo attacco”, ancora asfittico e incapace di pungere con continuità. Dall’altra parte, la Cavese allunga la sua striscia positiva salendo a quota cinque punti in classifica, ma torna a casa con il forte rammarico di aver sprecato l’occasione per un colpaccio esterno che, ai punti, sarebbe stato tutt’altro che demeritato.





