Salute

Sanità a Crotone, 600 pazienti fragili verso lo stop all’assistenza domiciliare. Barbuto (M5S) interpella Occhiuto

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Servizi ADI a rischio per l’esaurimento dei budget: l’affondo della consigliera regionale pentastellata contro la gestione dell’ASP.


CROTONE — Si preannuncia un autunno drammatico per oltre seicento famiglie del Crotonese. Malati oncologici, anziani non autosufficienti, persone affette da SLA e disabili gravissimi rischiano di trovarsi da un giorno all’altro privi dell’Assistenza Domiciliare Integrata (ADI). Il motivo? Il prematuro esaurimento dei tetti di spesa assegnati dall’ASP ai soggetti privati accreditati.

A sollevare il caso è la consigliera regionale del Movimento 5 Stelle, Elisabetta Barbuto, che ha depositato un’interrogazione a risposta scritta indirizzata al Presidente della Giunta regionale — e Commissario ad acta per la sanità — Roberto Occhiuto.

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La denuncia: «Carenze strutturali e slogan vuoti»

«È inaccettabile che il diritto alla salute di seicento persone fragili venga calpestato da una gestione miope e burocratica dei budget», attacca Barbuto. L’esponente pentastellata contesta la linea dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Crotone, pronta a rivendicare la “presa in carico diretta” dei pazienti attraverso il servizio pubblico.

Una prospettiva che, secondo la consigliera, sbatte contro la cruda realtà dei numeri: «Parliamo di un’azienda cronicamente sguarnita di medici, infermieri, fisioterapisti e OSS, del tutto incapace di assorbire decine di migliaia di accessi domiciliari. I pochi avvisi a tempo determinato per soli sei mesi non possono colmare una voragine strutturale. Senza una programmazione seria, la presa in carico diretta diventa un cinico abbandono».

Il nodo dei fondi PNRR

L’atto ispettivo accende i riflettori anche sull’impiego delle risorse straordinarie. Nel mirino vi sono oltre 4,2 milioni di euro destinati all’ASP di Crotone nell’ambito della Missione 6 del PNRR per il potenziamento delle cure domiciliari.

«Vogliamo vederci chiaro — incalza la consigliera M5S —: dove sono finite queste risorse? Perché non vengono impiegate per coprire il fabbisogno effettivo ed evitare che venga negato un Livello Essenziale di Assistenza (LEA) garantito per legge?».

Rischi per il Pronto Soccorso e continuità terapeutica

Il blocco delle prestazioni profilato in questi giorni rischia di spezzare la continuità dei Piani Assistenziali Individualizzati (PAI), esponendo i malati a gravi scompensi clinici. Con un inevitabile effetto domino: il collasso dei reparti d’emergenza del presidio ospedaliero cittadino, già provati da anni di sofferenza organica.

«La politica e il presidente Occhiuto non possono voltarsi dall’altra parte», conclude Barbuto. «Chiediamo un provvedimento straordinario immediato, con accordi ponte o lo sblocco dei fondi giacenti. I cittadini più fragili non devono pagare il prezzo dei ritardi della burocrazia».

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