Alta Moda a Roma: il riscatto mistico di Elio Guido. Sulla passerella di San Paolo Entro le Mura sfila “Eramnesia”
Lo stilista calabrese incanta la diciannovesima edizione del Roma Fashion White con una sposa tra mito, Caravaggio e introspezione sartoriale.
ROMA – Un’apparizione magnetica, sospesa tra suggestione mitologica e provocazione artistica, ha aperto a Roma la presentazione di “Eramnesia”, la nuova collezione sposa e couture firmata dallo stilista calabrese Elio Guido. L’evento si è tenuto nella suggestiva cornice della Chiesa di San Paolo Entro le Mura in occasione della diciannovesima edizione del Roma Fashion White, l’appuntamento ideato e promosso dalla brand manager Grazia Marino e dal fashion producer Antonio Falanga.
A inaugurare il defilé, sulle note solenni del brano “Feel”, è stata una personalissima reinterpretazione della Medusa di Caravaggio. La modella ha solcato la passerella sfoggiando un abito bianco con scollatura all’americana, arricchito da un serpente sinuoso lungo il corpo, ventagli di piume bianche e uno scenografico copricapo argentato. Un’immagine teatrale e d’impatto che ha subito chiarito la cifra stilistica della collezione: una femminilità libera, ribelle e lontana dai cliché tradizionali.
Tra ricami e contrasti: la struttura della collezione
Il percorso narrativo di “Eramnesia” si sviluppa attraverso un dialogo continuo tra pittura, mito e alta sartoria:
- Volumi e strutture: Corsetti rigidi che modellano il busto si alternano ad ampie gonne scenografiche, arricchite da stole e drappeggi fluttuanti.
- Dettagli e texture: Il bianco domina la palette cromatica, fungendo da tela per cristalli, applicazioni floristiche e ricami preziosi.
- Sensualità contemporanea: Spazio anche al pizzo effetto “seconda pelle” con trasparenze studiate e petali in rilievo, accanto a completi androgini ma eleganti composti da corsetti in raso e pantaloni in pizzo con strascico.
- L’anima bohémien e il gran finale: Non manca una visione più romantica, caratterizzata da maniche ampie e impalpabili, fino al look di chiusura: un abito a sirena tempestato di squame iridescenti, completato da guanti floreali e una maestosa corona.
La metafora della camera oscura e il valore del tempo
Al centro del progetto concettuale di Elio Guido c’è la metafora della camera oscura, lo strumento ottico utilizzato dai pittori vedutisti del Settecento. Per lo stilista, il laboratorio sartoriale diventa uno spazio protetto in cui isolarsi dalle dinamiche frenetiche e commerciali del fast fashion per ritrovare il valore della manualità, della ricerca e della sperimentazione.
«Con questa collezione ho avvertito il bisogno di fermarmi, ascoltarmi e ritrovare la mia essenza, dando alla mia identità sartoriale una nuova direzione», ha dichiarato Elio Guido a margine della sfilata. «È stato anche un viaggio nella mia infanzia e nel legame con mia nonna, una presenza che continua ad accompagnarmi. Mi auguro che il pubblico abbia colto l’emozione e il racconto intessuto in questi abiti.»
Per lo stilista calabrese, alla sua terza presenza consecutiva nella Capitale, “Eramnesia” segna una tappa fondamentale di maturità artistica, dove memoria personale e visione futura si fondono in un’unica idea di bellezza.



