Il TAR Calabria respinge il ricorso: «Infondato» il tentativo di scioglimento del Consiglio di Mendicino
Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Calabria ha respinto il ricorso presentato da sei cittadini, tra cui tre consiglieri comunali di minoranza, contro il Ministero dell’Interno, la Prefettura di Cosenza e il Comune di Mendicino. I ricorrenti contestavano il presunto «silenzio-inadempimento» della Prefettura rispetto alla richiesta di scioglimento del Consiglio comunale, sostenendo che l’ente avrebbe approvato l’ipotesi di bilancio stabilmente riequilibrato oltre il termine di tre mesi dalla nomina della Commissione straordinaria di liquidazione.
Con una sentenza netta, il TAR ha dichiarato il ricorso «infondato nel merito», accogliendo le tesi difensive del Comune di Mendicino, rappresentato dall’avvocato Enrico Morcavallo. La pronuncia mette fine alla vicenda e scongiura il rischio di un nuovo commissariamento che avrebbe potuto privare la città della guida amministrativa in un momento particolarmente delicato.
Soddisfazione è stata espressa dal sindaco Irma Bucarelli e dall’intera amministrazione comunale. «Questa sentenza ristabilisce la verità dei fatti e tutela non solo l’operato dell’Amministrazione, ma soprattutto l’interesse superiore della comunità di Mendicino», ha dichiarato il sindaco, sottolineando l’impegno dell’ente nel gestire la grave situazione finanziaria e le sfide future.
Bucarelli ha inoltre stigmatizzato l’iniziativa dei ricorrenti: «Qualcuno ha cercato un momento di gloria personale, immaginandosi già candidato a sindaco, senza preoccuparsi delle conseguenze che uno scioglimento avrebbe avuto su circa 10.000 cittadini». Ha ricordato che, se accolto, il ricorso avrebbe comportato paralisi amministrativa, ritardi nei percorsi di risanamento e ulteriori sacrifici per la popolazione.
In una città già alle prese con un dissesto che ha portato a una massa passiva di circa 11 milioni di euro, un nuovo commissariamento avrebbe aumentato incertezza e sfiducia, rallentando la possibile ripresa: a pagarne il prezzo sarebbero stati soprattutto i cittadini, ha osservato il sindaco.
Il Comune ha anche evidenziato che, oltre ai tre consiglieri di minoranza, altri tre cittadini estranei ai giochi di maggioranza e opposizione hanno sottoscritto il ricorso, obbligando l’ente a sostenere spese legali per una causa ritenuta infondata. «Risorse pubbliche che avremmo preferito destinare ai servizi e al sostegno delle fasce più fragili», ha aggiunto Bucarelli, condannando l’uso improprio dello strumento giudiziario.
Mendicino, ha concluso il sindaco, non ha bisogno di conflitti strumentali ma di pace istituzionale, stabilità amministrativa e responsabilità: «La sentenza del TAR conferma che l’Amministrazione ha operato correttamente. Ora Mendicino merita di voltare pagina e lavorare con serietà e continuità, senza essere ostaggio di iniziative che nulla hanno a che vedere con il bene comune».

