VIDEO – Konecta, futuro a rischio per 74 lavoratori: “Il tempo stringe, serve un tavolo istituzionale”
Scade il 18 maggio il contratto per 74 dipendenti a tempo determinato. Mentre per i colleghi a tempo indeterminato è attiva la cassa integrazione, per loro si profila il vuoto. Oggi il presidio in piazza della Resistenza con il sindacato Confial per chiedere un intervento urgente della Regione.
Il futuro è una pagina bianca, ma la paura è che rimanga tale. È questo il sentimento che ha animato l’incontro di oggi pomeriggio in piazza della Resistenza, dove i 74 lavoratori a tempo determinato della società Konecta si sono riuniti insieme a Fabio Tomaino di Confial. Il tempo stringe e la data del 18 maggio 2026, giorno della scadenza dei loro contratti, si avvicina inesorabilmente senza alcuna prospettiva di rinnovo.
Al centro della vertenza c’è una situazione che colpisce al cuore il tessuto sociale del territorio: per la maggior parte si tratta di famiglie monoreddito che, tra meno di un mese, rischiano di ritrovarsi senza alcuna fonte di sostentamento.
A rendere la vicenda ancora più amara è il paradosso che si vive all’interno dell’azienda. Mentre i 74 precari vedono il loro futuro appeso a un filo, per i colleghi assunti a tempo indeterminato è stata attivata la cassa integrazione guadagni straordinaria, una misura di sostegno che li accompagnerà fino al 31 dicembre 2026, in attesa di un piano di rilancio aziendale. Una rete di sicurezza dalla quale, però, i lavoratori a termine sono completamente esclusi, creando una profonda frattura sociale.
“Non chiediamo assistenzialismo, ma risposte e dignità”, è il messaggio che emerge dal presidio. La richiesta, forte e chiara, è quella di aprire immediatamente un tavolo di confronto istituzionale. I lavoratori chiedono di essere ascoltati dall’assessore al lavoro, dal presidente della Regione e di portare il caso all’attenzione della Prefettura. Un confronto a cui, sottolineano, devono sedere anche i responsabili del progetto di digitalizzazione, indicato come una delle cause principali delle attuali difficoltà operative e occupazionali.
L’obiettivo è accendere i riflettori su una crisi che rischia di avere pesanti ripercussioni sul territorio, prima che sia troppo tardi.




