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Il Bridge come ginnastica mentale: a Catanzaro un convegno inedito ne esplora i benefici neuroscientifici

Una sala gremita, un silenzio attento rotto solo dagli applausi. Il Circolo del Bridge di Catanzaro si è trasformato nel teatro di un evento senza precedenti in Italia, un convegno che ha gettato un ponte audace tra il tavolo da gioco e il laboratorio scientifico: “Il Bridge: lo sport della mente”.

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A dare il benvenuto, un visibilmente soddisfatto presidente del Circolo, il Dott. Luigi Noto, che ha sottolineato con orgoglio la natura pionieristica dell’iniziativa, la prima a livello nazionale a sviscerare il tema con tale rigore accademico.

La moderatrice, Dott.ssa Rossella Anfosso, ha sapientemente orchestrato i lavori, introducendo fin da subito il cuore del dibattito: l’affascinante paradosso del Bridge. Un gioco? Certo. Ma anche molto di più. Un’attività ludica e intensamente socializzante che, quasi di nascosto, si rivela un formidabile e costante allenamento per le nostre facoltà cerebrali, un baluardo contro il declino cognitivo.

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La palla è passata poi al versante scientifico, il più atteso. Il Prof. Antonio Cerasa, neuroscienziato di fama, e la Dott.ssa Amalia Bruni, neurologa, hanno offerto alla platea una lezione magistrale. Lungi dall’essere un semplice passatempo, il Bridge si configura come un’autentica fucina di sinapsi. Ogni mano, ogni licitazione, ogni scarto è un esercizio di memoria, attenzione selettiva e problem solving. È riflessione. È strategia pura. È pianificazione. Attraverso le loro parole, è emerso un quadro chiaro: il cervello, per mantenersi giovane, ha bisogno di sfide complesse e stimolanti, e il Bridge ne offre in abbondanza, promuovendo la plasticità neuronale e costruendo quella che gli esperti chiamano “riserva cognitiva”.

Ma il Bridge non è solo scienza. A fare da contraltare a questa disamina rigorosa, la seconda parte del convegno ha esplorato l’anima più giocosa e storica della disciplina. La Dott.ssa Pina Salnitro, arbitro nazionale, ha condiviso il suo personale e appassionante percorso nel mondo del Bridge, mentre il maestro Franco Pacilé ha deliziato il pubblico con un affascinante excursus storico, tracciando le origini e l’evoluzione di questo sport della mente.

L’interesse suscitato è stato palpabile, testimoniato dalle numerose e pertinenti domande provenienti dal pubblico, segno inequivocabile che l’argomento ha colpito nel segno, svelando a molti una profondità inaspettata dietro un mazzo di carte.

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