Sociale

Diamante, cala il sipario su “7 Giorni con le Donne”: il CineCircolo “Maurizio Grande” fa il pieno di consensi, la storia di Lea Garofalo- diritti umani e memoria

DIAMANTE (CS) — Si è chiusa con un bilancio straordinariamente positivo la terza edizione di “7 Giorni con le Donne per i Diritti Umani”, la rassegna spin-off del Mediterraneo Festival Corto che dal 26 agosto al 1° settembre ha trasformato Diamante in un laboratorio a cielo aperto di riflessione, impegno civile e memoria storica. L’evento, organizzato dal CineCircolo “Maurizio Grande” con il patrocinio del Comune di Diamante e il sostegno di Calabria Film Commission e Amnesty International Italia, ha registrato una straordinaria partecipazione di pubblico, confermando la formula che unisce il linguaggio cinematografico al dibattito sociale.

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L’omaggio a Lea Garofalo: «Un femminicidio e un omicidio di Stato»

Il momento più toccante della rassegna è andato in scena sabato 29 agosto, con il tributo a Lea Garofalo, testimone di giustizia e vittima della ’ndrangheta, a cui questa edizione è stata idealmente dedicata. Sul palco, intervistata dalla giornalista Maria Francesca Amodeo alla presenza del Direttore Artistico Francesco Presta, è salita la sorella Marisa Garofalo.

«Da oggi Lea vive anche a Diamante», ha dichiarato Marisa di fronte a una platea raccolta in un silenzio carico di commozione. Ripercorrendo il calvario della sorella — che scelse di abbandonare il compagno boss Carlo Cosco per garantire un futuro diverso alla figlia Denise, scontrandosi poi con le farraginose maglie burocratiche del programma di protezione — Marisa ha lanciato un monito durissimo: «L’omicidio di mia sorella è stato sì un delitto di mafia, ma anche un femminicidio e un omicidio di Stato».

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Un’autocritica istituzionale è giunta dal consigliere regionale Antonio De Caprio, segretario della Commissione regionale anti-’ndrangheta, che ha sottolineato il dovere dello Stato di farsi carico delle proprie mancanze quando non riesce a tutelare chi si ribella ai clan. L’assessore al Turismo di Diamante, Francesco Bartalotta, ha annunciato l’intenzione di portare la testimonianza di Marisa Garofalo direttamente nelle scuole del territorio.

Diritti, memoria e legalità: il racconto delle serate

Il festival ha affrontato i grandi nodi del nostro tempo attraverso una narrazione polifonica:

  • Integrazione e accoglienza (26 agosto): L’apertura è stata affidata al docufilm “Ensemble” di Manuel Cundari ed Eugenio Piluso, incentrato sulla quotidianità dei minori stranieri non accompagnati ospiti de ‘La Casa di Abou Diabo’ ad Acri. Durante il talk moderato da Francesca Magurno, il regista e l’operatore Angelo Sposato hanno raccontato il modello virtuoso di un centro capace di trasformare l’accoglienza in reale inserimento lavorativo e sociale.
  • La piaga dei manicomi (27 agosto): Spazio alla memoria storica con la vicenda di Alberto Paolini, internato per 42 anni nel manicomio romano di Santa Maria della Pietà senza alcuna diagnosi. La giornalista Anna Maria De Luca, affiancata dalle volontarie di Radio Senza Muri Patricia Ciummelli e Sonia Montalbini, ha presentato il volume “Avevo solo le mie tasche”, scrigno delle poesie di Alberto. Al dibattito, moderato da Caterina Bruno, è intervenuto anche lo psicologo clinico Clemente Tucci, che ha acceso i riflettori sulla crescente fragilità psicologica delle nuove generazioni.
  • Il caso Losardo (28 agosto): La proiezione del documentario “Chi ha ucciso Giovanni Losardo?” di Giulia Zanfino ha riaperto una delle ferite più dolorose del territorio, quella dell’omicidio dell’esponente del Pci e segretario giudiziario di Cetraro, rimasto senza colpevoli ufficiali. Al dibattito sulla legalità, moderato da Saverio Di Giorno, hanno preso parte la regista, il magistrato Eugenio Facciolla e il sindaco di Diamante, Achille Ordine.

Arte, musica e teatro per il sociale

Non solo cinema e saggistica, ma anche arti performative. Domenica 30 agosto, Saverio Di Giorno ha vestito i panni di attore nell’intenso adattamento de “Il Grigio” di Giorgio Gaber e Sandro Luporini, accompagnato dalle musiche di Rocco Capalbo e Francesco Casella.

Lunedì 31 agosto è stato il turno della musica con il concerto jazz del chitarrista Lorenzo Iorio e del sassofonista Andrea Paternostro, serata realizzata in sinergia con il Peperoncino Jazz Festival. Il direttore artistico Sergio Gimigliano ha colto l’occasione per annunciare una tre giorni (dal 6 all’8 settembre) interamente dedicata alle donne del jazz presso il Monastero dei Minimi di Cirella.

La serata conclusiva, intitolata “Visioni dal Mondo”, ha proposto una selezione di cortometraggi premiati nelle passate edizioni del Mediterraneo Festival Corto, focalizzando l’attenzione su piaghe drammatiche come la violenza di genere, le rotte migratorie e la realtà carceraria. Ad arricchire il programma, i contributi delle compagnie teatrali locali Biancaluna di Verbicaro e l’associazione Dafne di Cirella.

Il bilancio

«Un bilancio estremamente positivo — ha commentato a chiusura della kermesse il Direttore Artistico Francesco Presta — che dimostra concretamente come la cultura di qualità possa rivelarsi un formidabile vettore di attrazione turistica anche nella parte finale della stagione estiva».

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