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Il Festival dell’Organetto di Lattarico chiude con un successo nel segno di Agostino Giuseppe Scavello

LATTARICO (COSENZA) – Un intero borgo che ritrova la propria anima al ritmo del mantice. Si è chiusa con un bilancio straordinario di presenze e partecipazione la ventunesima edizione del Festival dell’Organetto di Lattarico, l’appuntamento che annualmente trasforma il centro cosentino nella capitale della musica popolare e della tradizione artigiana. Quest’anno l’evento ha assunto una valenza ancora più profonda, unendo la celebrazione artistica al ricordo commosso di Agostino Giuseppe Scavello, storico maestro artigiano scomparso lo scorso marzo, considerato il vero padre nobile di questa tradizione e a cui è stato intitolato, per la prima volta, un premio speciale.

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Il festival, cofinanziato nell’ambito del POC Calabria 2014-2020 (Azione 6.8.3, Avviso Pubblico “Eventi Straordinari: la Calabria che incanta”), ha offerto un ricco cartellone di eventi gratuiti capaci di coniugare memoria storica e nuove contaminazioni sonore. Dopo l’anteprima del 2 settembre dedicata all’incanto degli artisti di strada, la manifestazione è entrata nel vivo dal 4 al 6 settembre, registrando un eccezionale afflusso di visitatori e appassionati giunti da tutta la regione.

un viaggio tra vicoli, note e sapori antichi

Il centro storico di Lattarico si è presentato ai visitatori vestito a festa, trasformandosi in un palcoscenico a cielo aperto. Ad aprire le celebrazioni musicali è stata la performance “Tra Radici e Futuro” del maestro della fisarmonica diatonica Antonio Grosso, seguita dal collaudato estro teatrale di Maurizio Casagrande, che ha conquistato la platea con lo spettacolo “La Prova del Nove”.

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La valorizzazione del territorio è passata anche attraverso il palato con la “Festa dei ciddrari”: le antiche cantine del borgo hanno riaperto i battenti per offrire degustazioni di vini locali e specialità gastronomiche preparate al momento, ricreando l’atmosfera conviviale di un tempo.

Il momento più spettacolare e identitario si è consumato con il grande raduno itinerante di gruppi folk e organettisti. Aperto dalla travolgente danza dei Giganti di Taurianova, Mata e Grifone, il corteo ha invaso le vie del paese con le sonorità ancestrali degli Zampognari di Laino, dei gruppi “All’uso antico”, “Ritmi del Sellaro” di Cerchiara e dei “Pascolo Abusivo” di Alessandria del Carretto. A completare il quadro, l’energia di Ciccio Nucera, ambasciatore della musica grecanica, e il gran finale che ha visto fondersi tradizione e modernità nel progetto “Dance Tarantella”.

il tributo alla dinastia degli scavello

Il cuore emotivo della rassegna è coinciso con il conferimento dei riconoscimenti ufficiali. Il sindaco di Lattarico, Antonella Blandi, ha consegnato il primo Premio “Agostino Giuseppe Scavello” alla memoria dello stimato artigiano, ritirato dal figlio Silvano, che oggi prosegue l’attività di famiglia iniziata negli anni ’40. Un secondo importante riconoscimento è stato assegnato a Giovanni Ferrisi, autore di una tesi di laurea incentrata proprio sul patrimonio storico e culturale del festival.

«Siamo felici di alimentare una storia che rappresenta uno dei punti di riferimento più importanti in Italia per lo strumento a mantice», ha dichiarato il sindaco Antonella Blandi. «Quest’anno abbiamo voluto onorare la memoria di Agostino Giuseppe Scavello, custode appassionato della nostra cultura. Con la stessa gratitudine abbiamo premiato Giovanni Ferrisi, il cui lavoro dimostra come il talento, guidato dall’amore per le proprie radici, possa far conoscere il nome di Lattarico ben oltre i confini regionali. Ringrazio tutta la cittadinanza e le associazioni locali: la nostra comunità ha saputo accogliere al meglio migliaia di ospiti, confermando il valore di un evento che continua a emozionarci».

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