Operazione Provvidenza: Catturato a Genova il Boss della ‘Ndrangheta
Nel pomeriggio di ieri, ha avuto inizio un’operazione decisiva da parte della Polizia di Stato. Il bersaglio? Un uomo di 65 anni, originario di Gioia Tauro, che si era sottratto alla giustizia da ben sei mesi, esattamente dal 30 novembre 2024. Quel giorno, il Procuratore Generale della Repubblica presso la Corte d’Appello di Reggio Calabria aveva emesso un provvedimento restrittivo, frutto di una condanna definitiva: dodici anni di reclusione per associazione mafiosa. Questo provvedimento era il risultato di un’operazione di polizia nota come “Provvidenza”, condotta dal Ros dei Carabinieri e focalizzata sulla potente famiglia di ‘ndrangheta dei Piromalli.
Il boss latitante arrestato a Genova e collegato all’operazione “Provvidenza 2” è Giuseppe Antonio Trimboli, 65 anni, ritenuto vicino alla cosca Piromalli di Gioia Tauro
Dalle cronache giudiziarie emerge un quadro inquietante: Giuseppe Antonio Trimboli, già noto alle forze dell’ordine, era stato arrestato nel lontano 2017 durante l’operazione “Provvidenza 2”. Questa operazione mirava a colpire presunti membri della cosca Piromalli, attiva e temuta nell’area di Gioia Tauro. In quel frangente, non gli venivano contestati solo reati di associazione mafiosa, ma anche legami profondi con la temuta ’ndrangheta calabrese.
La sua latitanza ha avuto una drammatica conclusione: un blitz della Polizia ha fatto irruzione in un B&B nel quartiere San Martino di Genova. Qui, Trimboli è stato sorpreso mentre tentava di utilizzare un documento falso, un gesto disperato che ha segnato la fine della sua fuga. Le indagini, serrate e meticolose, sono state condotte dalla Squadra mobile di Genova, in sinergia con quella di Reggio Calabria.
Ma non finisce qui. Un nuovo provvedimento di cumulo ha poi rielaborato la pena residua, stabilendo che l’uomo dovrà scontare ancora 8 anni e due mesi, riconoscendo il vincolo di continuazione tra i reati. Ma l’arrestato non è nuovo ai guai: è stato condannato anche in un processo parallelo, “Spazio di Libertà”, orchestrato dalla Squadra Mobile di Reggio Calabria, sotto l’attenta supervisione della locale Direzione Distrettuale Antimafia. Qui, si era reso complice nella latitanza di due nomi pesanti: CREA Giuseppe, leader dell’omonima cosca attiva a Rizziconi, e FERRARO Giuseppe, un elemento di spicco della ‘ndrina Ferraro-Raccosta. Entrambi catturati nel 2016 all’interno di un bunker sotterraneo a Maropati (RC).
Le ricerche del latitante hanno preso piede grazie a un’analisi meticolosa delle sue abitudini, dei suoi spostamenti e delle segnalazioni fornite dai Carabinieri, che avevano ipotizzato una fuga oltre i confini calabresi. E così, ieri pomeriggio, gli investigatori reggini, in stretta sinergia con i poliziotti della Squadra Mobile di Genova, hanno finalmente localizzato il fuggitivo in un condominio di una zona residenziale del capoluogo ligure. Con il coordinamento continuo del Procuratore Generale e della Direzione Distrettuale Antimafia, è scattato un blitz fulmineo che ha portato alla cattura del ricercato. Da notare che l’arrestato era in possesso anche di un documento d’identità falso, un dettaglio che non sorprende considerando la sua storia.





