Sabotaggio nella Piana di Gioia Tauro: devastato l’impianto del Consorzio di Bonifica. Danni per oltre 500mila euro, a rischio i raccolti.
SAN FERDINANDO (RC) – Un nuovo, violento assalto criminale ha devastato l’impianto irriguo Vena nel territorio di San Ferdinando, struttura di proprietà del Consorzio di Bonifica della Calabria, lasciando senza acqua 100 ettari di terreni agricoli e mettendo a serio rischio l’intera stagione irrigua. L’attacco, avvenuto nella notte tra il 16 e il 17 aprile, ha causato danni stimati in oltre 500.000 euro.
A lanciare l’allarme è il Commissario Straordinario del Consorzio di Bonifica, dott. Giacomo Giovinazzo, che in una lettera aperta indirizzata alle massime cariche istituzionali – dal Prefetto di Reggio Calabria, Clara Vaccaro, al Presidente della Regione, Roberto Occhiuto – descrive un atto di “violenza inaudita, barbara, criminale, incappucciata della peggiore tradizione mafiosa”.
I malviventi hanno agito con furia distruttiva, asportando cavi elettrici e danneggiando pompe e apparecchiature vitali per la distribuzione dell’acqua. Si tratta del secondo attacco in poche settimane: già alla fine di marzo, lo stesso casello di proprietà del Consorzio era stato oggetto di un simile raid notturno. In quell’occasione, nonostante lo sdegno e la denuncia, l’ente era riuscito a ripristinare parzialmente il servizio, anche grazie alla vicinanza dell’Arma dei Carabinieri.
Questo nuovo episodio, tuttavia, rischia di avere conseguenze irrimediabili. “Siamo costretti a lanciare un allarme che colpisce ancora una volta le aziende agricole”, scrive Giovinazzo, sottolineando come l’attacco all’infrastruttura consortile metta in ginocchio decine di imprese che dipendono dall’irrigazione per le loro coltivazioni.
L’appello del Commissario è un grido di aiuto che chiede una “risposta corale, efficace e mirata” da parte delle istituzioni. La richiesta non è solo di individuare i responsabili, ma di creare un fronte comune che permetta ai lavoratori del Consorzio e agli agricoltori di “trovare tutte le energie necessarie per ripartire il prima possibile, a supporto delle tante donne e uomini per bene di questo territorio”.
L’ombra della criminalità si allunga ancora una volta sull’agricoltura calabrese, colpendo un’infrastruttura strategica e minacciando il lavoro e il futuro di un’intera comunità.




