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Giro d’Italia Next Gen 2026: Impresa d’autore a Vibo Valentia: Haugland beffa il gruppo per un soffio e si prende la prima maglia rosa

Un solo secondo. Tanto è bastato a Kasper Haugland per riscrivere il destino di una frazione che sembrava già scritta, trasformando la prima tappa del Giro d’Italia Next Gen 2026 in un thriller d’alta scuola ciclistica. Sul traguardo di Vibo Valentia, il corridore norvegese della Decathlon CMA CGM Development Team ha coronato un’azione d’altri tempi, resistendo con i denti al ritorno furioso di un plotone ormai vicinissimo, ma costretto ad accontentarsi di regolare le posizioni di rincalzo.

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La cronaca di una giornata vibrante

Il nastro della corsa si è teso alle 12:30 a Reggio Calabria, sotto un sole che ha accompagnato la carovana lungo i primi chilometri pianeggianti adagiati sulla costa ionica. Fino a Locri la situazione è rimasta sotto il rigido controllo delle squadre dei velocisti, ma la quiete era destinata a durare poco. L’ascesa al Valico della Limina — circa 4 chilometri con una pendenza media del 6,7% — ha inevitabilmente spezzato il ritmo del gruppo, scremando le gambe meno pronte e offrendo il primo vero trampolino di lancio della corsa.

Superata la discesa tecnica verso la piana di Gioia Tauro, la carovana si è diretta verso il Vibonese. Qui, la salita regolare verso Mileto, caratterizzata da pendenze pedalabili intorno al 2-3%, ha fatto da preludio a un finale ondulato e nervoso. Proprio quando i treni delle squadre dei velocisti cercavano di organizzarsi per blindare l’arrivo in leggera discesa di Vibo Valentia, Haugland ha rotto gli indugi con un tempismo perfetto.

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Un finale da batticuore

Il finale è stato un drammatico gioco di millesimi e centimetri. Haugland ha tagliato il traguardo fermando il cronometro a 3h42’50”. Alle sue spalle, il gruppo regolato in volata da Riccardo Fabbro su Davide Donati è piombato sulla linea d’arrivo con un solo secondo di ritardo. Una beffa atroce per gli inseguitori, un trionfo memorabile per il norvegese.

Grazie agli abbuoni conquistati, Haugland balza al comando della classifica generale con un tempo complessivo di 3h42’37”, potendo vantare ora un margine di 8″ su Fabbro e 10″ su Donati. Per il portacolori del team di sviluppo della Decathlon la festa è doppia: oltre alla maglia di leader della generale, sulle sue spalle brilla anche la maglia verde di leader della classifica degli scalatori.

La corsa rosa under 23 si conferma così un laboratorio di talenti imprevedibile e spettacolare. Con distacchi così ridotti e una condizione generale ancora da decifrare, la seconda frazione — la Tropea-Crotone di 154 chilometri — promette già nuove scintille e un terreno ideale per chi vorrà tentare di sfilare il primato al coraggioso leader scandinavo.

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