Intelligenza Artificiale e Oncologia: a Cosenza il Futuro della Cura – Borse di studio ai giovani ricercatori
Si è concluso il XX Convegno della Fondazione Lilli Funaro, un appuntamento che ha unito esperti nazionali e talenti locali per discutere delle nuove frontiere nella lotta ai tumori. Assegnate sei borse di studio a giovani ricercatori calabresi, confermando l’impegno ventennale della Fondazione nel sostenere l’innovazione scientifica e l’umanizzazione delle terapie.
Cosenza – L’intelligenza artificiale non come sostituto del medico, ma come potente alleato per amplificare la precisione della diagnosi e l’efficacia della chirurgia. È questa la visione emersa dal XX Convegno scientifico della Fondazione Lilli Funaro, tenutosi il 27 e 28 febbraio nella prestigiosa cornice di Palazzo Arnone a Cosenza. L’evento ha riunito esperti di calibro nazionale e professionisti del territorio per esplorare il tema “Prendersi cura: il valore della presa in carico e dell’assistenza al paziente di fronte ai cambiamenti determinati dall’Intelligenza Artificiale”.
Sotto la direzione scientifica del dottor Maurizio Berardelli, il convegno ha messo in luce come la cura del paziente oncologico sia un processo complesso che richiede collaborazione, strutture all’avanguardia e una comunità scientifica in continua evoluzione. Un momento di particolare rilievo è stato l’encomio solenne al professor Giovanni Gasbarrini, emerito di Medicina Interna all’Università Cattolica del Sacro Cuore, insignito del riconoscimento “Una vita per il prossimo, per la scienza e per la ricerca”.
Di grande impatto è stato il contributo della delegazione di Humanitas Gavazzeni e Castelli di Bergamo, dove l’AI è già una realtà consolidata nei percorsi di cura. Esperti come il dottor Alfonso Agnino (Cardiochirurgia) e il professor Angelo Porreca (Urologia) hanno condiviso esperienze concrete, dimostrando come l’innovazione tecnologica stia già trasformando la pratica clinica. In chirurgia oncologica, ad esempio, l’AI elabora dati in tempo reale, definisce con maggiore precisione i margini di resezione e, attraverso sistemi robotici, permette di operare con un controllo senza precedenti, aumentando la sicurezza per il paziente.
“Una fondazione come la nostra deve leggere i cambiamenti in atto nel mondo della cura,” ha dichiarato il dottor Berardelli. “L’obiettivo è creare un luogo di incontro tra professionisti affermati e giovani ricercatori, mantenendo sempre l’attenzione su tutte le figure coinvolte, dai medici a chi assiste il paziente e la sua famiglia.”
Il culmine dell’evento è stata l’assegnazione di sei borse di studio, un gesto che da vent’anni traduce in realtà la missione della Fondazione. Tra i premiati:
- Mariarosa Fava (Locri), con la borsa “Lilli” da 7.000 euro per un progetto sul tumore al seno.
- Gorgia Filice (Cosenza), con il premio “Giovanni Reda – Christopher Greco” da 5.000 euro per una ricerca sul legame tra dieta mediterranea e carcinoma mammario.
- Giuseppina Catanzaro (Cosenza), con il premio della famiglia Longobucco-Straface da 1.500 euro per uno studio sui tumori cerebrali infantili.
- Ilenia Valentino (Catanzaro), Diana Marisol Abrego Guandique (Castrovillari) e Dorotea Fiore (Cosenza) hanno ricevuto premi da 1.000 euro per le loro ricerche rispettivamente sul mieloma multiplo, lo screening molecolare per HPV e l’applicazione di nanosistemi nel melanoma.
“In vent’anni abbiamo sostenuto oltre ottanta giovani ricercatori con più di 280 mila euro,” ha ricordato Michele Funaro, portavoce della Fondazione. “Di fronte alle trasformazioni tecnologiche, resta fondamentale mantenere uno sguardo attento su chi vive la malattia, perché l’umanità non può mai venire meno.”
L’evento ha visto anche gli interventi del presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, che ha lodato la collaborazione tra università e sanità, e del rettore dell’Unical, Gianluigi Greco, che ha sottolineato l’importanza di sostenere la ricerca sul territorio.
Con il sostegno del progetto “CON LILLI PER UNA CALABRIA SOLIDALE E ACCOGLIENTE” e del brand “Calabria Straordinaria”, la Fondazione Lilli Funaro si conferma un pilastro per la ricerca scientifica e un faro di speranza per il futuro della sanità calabrese.




