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l paradosso di Busitalia: 44 milioni per nuovi bus, ma la Calabria perde il Nord. Baldino (M5S) interroga il governo.

ROMA – Un investimento da 44 milioni di euro, un piano strategico per il Mezzogiorno, 111 nuovi autobus scintillanti. Eppure, per la Calabria, il risultato è un taglio netto, un arretramento. Mentre Busitalia Rail Service, società del Gruppo FS, annuncia in pompa magna il potenziamento della mobilità, la realtà sul territorio assume i contorni di un progressivo isolamento, con la sospensione delle navette e l’imminente soppressione, dal 30 maggio, dei collegamenti diretti verso Milano, Verona, Genova, Torino e Bologna. Una contraddizione stridente che spinge la vicepresidente del M5S, Vittoria Baldino, a portare il caso in Parlamento.

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A incarnare plasticamente questo paradosso, una storia dal sapore amaro: quella di Elda Renna. È lei, unica autista donna della storica azienda Simet, a guidare oggi l’ultimo autobus da Crotone verso Milano. Un viaggio simbolico, quasi un commiato, per una lavoratrice che, insieme a 40 colleghi, ha ricevuto il benservito dopo l’acquisizione da parte di Busitalia e che ora guida un gruppo di licenziati nella battaglia per vedere riconosciuto un diritto al lavoro strappato via.

La cronologia degli eventi è spietata. A marzo 2025, Busitalia acquisisce il ramo gomma di SIMET, presentando l’operazione come un passo decisivo per potenziare i servizi nel Sud. Pochi mesi dopo, a giugno, arriva il roboante annuncio sull’acquisto della nuova flotta. La beffa, però, è servita quasi simultaneamente: il depotenziamento drastico dei collegamenti diretti con il Settentrione, trasformando l’hub di Roma Tiburtina nell’unico, scomodo imbuto per chiunque, dalla Calabria, voglia raggiungere il resto d’Italia. La conseguenza diretta per i cittadini calabresi? Un’odissea. Viaggi più lunghi, più frammentati, inevitabilmente più costosi e complicati.

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“Come si conciliano questi due fatti?”, tuona Vittoria Baldino in una nota, chiamando in causa direttamente il ministro delle Infrastrutture e dei trasporti, Matteo Salvini. La sua denuncia, formalizzata in un’interrogazione ai ministeri competenti, non si ferma ai soli biglietti. Dalle carte sindacali, infatti, emergerebbero criticità profonde nella gestione del personale e nell’organizzazione dei turni, con ombre di possibili disparità di trattamento tra i lavoratori.

“È un quadro che rende la gestione complessiva del servizio ancora più preoccupante,” prosegue la deputata. “Altri operatori hanno già percorso la strada del ridimensionamento delle tratte a lunga percorrenza, per poi dover fare una rapida marcia indietro di fronte a risultati inefficaci. Evidentemente, qualcuno persiste nel considerare la Calabria un laboratorio per tagli e disservizi, senza curarsi delle devastanti conseguenze sociali ed economiche.”

Il guanto di sfida è lanciato direttamente al ministro Salvini. Baldino chiede chiarezza, cifre, impegni. Quanti collegamenti diretti sono stati effettivamente cancellati negli ultimi due anni da e per la Calabria? Quanti dei 111 nuovi fiammanti autobus saranno realmente destinati a servire i cittadini calabresi? E, soprattutto, quali iniziative concrete intende adottare il governo per arrestare quello che appare come un inesorabile processo di marginalizzazione infrastrutturale della regione? Domande che attendono una risposta. Mentre l’ultimo autobus per Milano lascia Crotone.

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