Lavoro nero e sicurezza fantasma: a Crotone raffica di controlli. Sanzioni per quasi 180 mila euro.
Crotone, 2026 – Un’operazione a tappeto che svela una realtà preoccupante. È un bilancio pesante quello tracciato dalla campagna di controlli condotta dal Nucleo Carabinieri Ispettorato del Lavoro (NIL) di Crotone che, dall’inizio dell’anno, ha passato al setaccio le attività imprenditoriali della provincia, portando alla luce una diffusa illegalità. Su 68 aziende ispezionate, ben 57 sono risultate irregolari.
Il quadro che emerge dai dati raccolti nei primi mesi del 2026 è allarmante, una fotografia impietosa di un tessuto economico dove le regole sulla sicurezza e la dignità del lavoro vengono sistematicamente ignorate. I controlli, effettuati con il supporto dei Reparti dell’Arma territoriale, hanno attraversato settori cruciali come la ristorazione, l’edilizia, i servizi di alloggio, l’agricoltura e il commercio, scoprendo una piaga tanto profonda quanto estesa.
Il nervo scoperto resta il lavoro sommerso. Un esercito di invisibili. Su 120 posizioni lavorative verificate dai militari, quasi la metà, 48 per l’esattezza, erano totalmente “in nero”: lavoratori senza alcuna tutela assicurativa, previdenziale o contrattuale. Questa grave violazione ha innescato l’immediata sospensione dell’attività per sei imprese e l’applicazione di una maxi-sanzione da 3.900 euro per ogni dipendente irregolare, per un totale di oltre 52.000 euro solo per questa specifica infrazione.
Ma l’illegalità non si ferma alla sola evasione contributiva. Le ispezioni hanno infatti scoperchiato un vaso di Pandora di inadempienze, molte delle quali di rilevanza penale, relative alla sicurezza sui luoghi di lavoro secondo il D. Lgs. 81/2008. Si va dall’omessa sorveglianza sanitaria, con dipendenti impiegati senza le obbligatorie visite mediche di idoneità, alla mancata revisione degli estintori; dall’assenza di formazione specifica per i lavoratori a carenze gravi nella segnaletica di sicurezza. In alcuni casi, sono stati scoperti impianti di videosorveglianza installati in violazione della privacy, senza le necessarie autorizzazioni.
Il conto finale è salato: l’importo complessivo delle sanzioni e delle ammende irrogate ammonta a quasi 180.000 euro.
L’azione di contrasto, assicurano i Carabinieri, non si ferma qui. Le attività proseguiranno in modo capillare su tutto il territorio provinciale, in uno sforzo congiunto per ripristinare condizioni di legalità e garantire che ogni lavoratore possa operare in un ambiente non solo sicuro, but tutelato. L’intera operazione si svolge in stretto raccordo con la Procura della Repubblica di Crotone, sotto la guida del Dott. Domenico Guarascio, a testimonianza di un impegno istituzionale volto a stroncare una volta per tutte queste forme di sfruttamento.





