Politica

Cirò Marina, scontro sui costi dello staff del sindaco. L’opposizione: «300mila euro in cinque anni sono un azzardo finanziario»

Il movimento “Cirò Marina Bene Comune” attacca la giunta Panebianco: «Scelta inopportuna date le casse dell’ente. Quei fondi vadano a strade e decoro urbano»

CIRÒ MARINA – Scoppia la polemica politica a Cirò Marina sulle spese per il personale di supporto agli organi di governo. Al centro della contesa c’è la costituzione dello staff della sindaca Maria Grazia Panebianco, una decisione definita «sproporzionata, inopportuna e lontana dalle priorità reali del paese» da parte del movimento “Cirò Marina Bene Comune”, che preannuncia battaglia in Consiglio comunale.

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Il nodo dei conti pubblici

Secondo i rappresentanti del movimento civico, l’impegno di spesa approvato non si concilierebbe con lo stato di salute delle finanze comunali. I dati emersi nell’ultima assise cittadina e confermati dalla relazione del revisore dei conti delineano infatti un quadro delicato, caratterizzato da un’anticipazione di cassa ancora elevata e da persistenti difficoltà nella riscossione dei tributi locali.

In questo contesto, la determina numero 129 dello scorso 31 luglio fissa una spesa che, nell’arco del mandato quinquennale, supererà complessivamente i 300mila euro. «Una cifra assurda per un Comune che attraversa una fase finanziaria così complessa», denunciano gli esponenti dell’opposizione, suggerendo che tali risorse avrebbero dovuto trovare ben altra destinazione: dalla bitumazione e manutenzione delle strade dissestate, agli interventi straordinari di pulizia, fino al decoro urbano e al sostegno di attività sociali e culturali.

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Il confronto con il passato

L’attacco di “Bene Comune” si sposta poi sul piano dell’efficacia amministrativa. Il movimento contesta l’effettiva utilità di consulenti esterni, evidenziando come la sindaca possa già contare su una solida maggioranza consiliare e sul recente inserimento dei lavoratori TIS (Tirocini di Inclusione Sociale), risorse che potrebbero essere valorizzate per supportare la macchina pubblica.

Viene inoltre tracciato un parallelo con la precedente amministrazione guidata da Sergio Ferrari. Se all’epoca la presenza di uno staff era motivata dai molteplici impegni istituzionali del primo cittadino – contemporaneamente alla guida della Provincia e di Arrical, oltre che attivo sul fronte politico regionale –, oggi tale scenario non sussiste più. «Il rischio reale – incalza la nota del movimento – è che dietro questa decisione si celi la necessità di preservare equilibri politici interni alla maggioranza Panebianco-Ferrari, scaricandone i costi sulla collettività».

Le interrogazioni in Consiglio

La questione approderà formalmente in aula attraverso i consiglieri comunali di opposizione, che hanno già predisposto una serie di quesiti indirizzati alla sindaca e all’assessore al Bilancio. Tre i punti cardine su cui si esige chiarezza:

  1. La copertura finanziaria: si chiede se la spesa sia totalmente coperta dal bilancio di previsione 2026-2028 e se rispetti i tetti di spesa sul personale imposti dalla legge.
  2. I criteri di selezione: si sollecitano chiarimenti sulle nomine dei due collaboratori esterni (regolate dal Decreto n. 16/2026), trattandosi di figure che hanno ricoperto rispettivamente i ruoli di consigliere e di assessore al Bilancio nella passata consiliatura.
  3. La coerenza con i limiti di spesa: si chiede come si raccordi tale spesa con il limite di “zero euro” fissato dallo stesso Consiglio comunale per gli incarichi di collaborazione per l’anno 2026.

L’appello finale di “Cirò Marina Bene Comune” è un invito al dietrofront: «Ci appelliamo al buon senso della sindaca Panebianco affinché riveda il provvedimento. In un momento così delicato, ogni singolo euro pubblico deve essere investito per migliorare i servizi ai cittadini e non per appesantire i bilanci dell’ente».

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