Crotone, la battaglia sul cancro diventa legge: lacrime e unanimità in Consiglio Regionale
La consigliera Barbuto (M5S), rivelando la sua lotta personale contro un tumore, strappa un voto compatto per la sorveglianza sanitaria gratuita nel SIN. “Il tempo è l’unica risorsa che separa la vita dalla morte,” ha dichiarato in un’aula commossa.
Reggio Calabria, 8 Giugno 2026 – Ci sono momenti in cui il Palazzo si spoglia dei suoi rituali, in cui la politica abdica alla tattica per riscoprire una dimensione di urgenza, di umanità quasi brutale. È accaduto oggi, nell’emiciclo del Consiglio Regionale, dove il silenzio carico di commozione seguito a una confessione personale ha fatto da prologo a un’approvazione unanime, un evento tanto raro quanto significativo. La mozione n. 14, che impegna la Giunta a istituire un programma di sorveglianza sanitaria straordinaria e gratuita per la popolazione martoriata del Sito di Interesse Nazionale di Crotone – Cassano – Cerchiara, non è più solo un atto politico; è diventata il simbolo di una battaglia combattuta in prima persona.
A scardinare i formalismi è stata la proponente, Elisabetta Barbuto del Movimento 5 Stelle, che, illustrando la mozione, ha deciso di abbattere il muro tra la sua vita privata e il suo mandato pubblico.
“Oggi per me non è facile essere qui,” ha esordito, la sua voce un filo teso nell’attenzione generale. “Sento il dovere profondo, umano e politico, di condividere con voi una parte dolorosa della mia vita: io stessa sto combattendo contro un tumore.”
Una rivelazione che ha trasformato l’aula in un luogo di ascolto profondo. “Conosco lo smarrimento della diagnosi, la paura, il peso dei protocolli,” ha continuato, legando indissolubilmente la sua esperienza a quella di migliaia di suoi conterranei. “Ma proprio perché vivo questo sulla mia pelle, so con certezza assoluta che il tempo è l’unica, vera risorsa che fa la differenza tra la vita e la morte. Sapere in tempo significa avere una possibilità.”
Il suo discorso ha quindi tracciato un parallelo devastante: se la prevenzione è vitale per lei, per i cittadini di Crotone, che da quarant’anni convivono con i veleni industriali sepolti sotto i loro piedi e dispersi nell’aria che respirano, la sorveglianza sanitaria non è un’opzione, ma un diritto costituzionale e un risarcimento morale non più differibile. Un appello a superare le logiche di schieramento — “Di fronte al cancro non esistono maggioranza o opposizione” — che ha trovato una risposta potente e unanime in ogni settore del Consiglio.
La mozione approvata è un documento denso, che cristallizza decenni di disastri ambientali e inerzie istituzionali. Fa riferimento ai dati agghiaccianti dello Studio SENTIERI e alla relazione, approvata nel dicembre 2025, della Commissione Parlamentare d’Inchiesta sugli Illeciti Ambientali, che ha certificato il nesso tra inquinamento e impatto sanitario a lungo termine.
Con questo voto, la Giunta Regionale si assume ora impegni precisi e non più eludibili: istituire controlli medici periodici e gratuiti, con priorità per le fasce più vulnerabili; finanziare test specifici per rilevare l’avvelenamento da metalli pesanti; e, finalmente, rendere operativo un Registro Tumori regionale, strumento indispensabile per mappare l’epidemia silenziosa e studiarne le cause.
Ma l’atto va oltre, affrontando di petto il cuore del problema: la bonifica fantasma. Il testo ribadisce con forza il vincolo del PAUR 2019, che obbliga ENI Rewind a trasferire il milione di tonnellate di rifiuti industriali, inclusi materiali radioattivi (TENORM) e amianto, fuori dalla Calabria. Una clausola che la multinazionale ha tentato in ogni modo di aggirare, accumulando ritardi e pretesti, come la presunta assenza di discariche idonee all’estero — una tesi smentita platealmente nel novembre 2024 con l’individuazione di siti come quello di Kumla, in Svezia. L’ultimo capitolo di questa saga di rinvii si è consumato l’8 gennaio 2026, con una nuova sospensione dei lavori motivata dal ritrovamento di rifiuti radioattivi, la cui presenza era in realtà nota e certificata da ARPACal fin dal 2017.
“Il voto di oggi dimostra che le istituzioni calabresi hanno deciso di smettere di voltarsi dall’altra parte,” ha concluso la consigliera Barbuto, ringraziando i colleghi per un sostegno che trascende la politica. “Ma questa non è la fine, è l’inizio. Ora vigileremo, giorno dopo giorno, affinché la Giunta trasformi queste parole in fatti. Crotone non può più aspettare. La vita viene prima di ogni profitto.”





