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Rosarno, un bene confiscato rinasce come Hub del Welfare: al via i lavori a Villa Jole Santelli

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ROSARNO – Un riscatto sociale che passa attraverso la pietra, i cantieri e la memoria. Con la formale consegna delle chiavi all’impresa esecutrice, a Rosarno prendono ufficialmente il via i lavori di riqualificazione di Villa Jole Santelli. L’immobile, sottratto alla criminalità organizzata, è destinato a trasformarsi in un innovativo hub per il welfare di prossimità e l’inclusione sociale.

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L’operazione è sostenuta da un finanziamento di 400 mila euro concesso dalla Regione Calabria nell’ambito del programma PR Calabria FESR FSE+ 2021-2027. Il progetto, promosso dall’ente UniReggio in stretta sinergia con l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Pasquale Cutrì, punta a restituire la struttura alla collettività, offrendo servizi di assistenza, orientamento e formazione a fasce deboli, anziani e giovani.

Dalla tragedia alla rinascita

Dietro la burocrazia e le delibere si cela una ferita profonda del territorio: la villa è infatti legata alla drammatica vicenda di Maria Concetta “Cetta” Cacciola, giovane testimone di giustizia rosarnese. L’obiettivo del piano di recupero è proprio scardinare il valore simbolico del luogo, convertendolo da emblema di sofferenza e potere criminale a motore di riscatto e solidarietà.

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Un percorso che ha visto una forte collaborazione istituzionale. Tra i protagonisti tecnici e politici dell’operazione figurano l’architetto Alessandro Messina (responsabile comunale dei beni confiscati) e l’ingegnere Giuseppina Antonella Sette (dirigente regionale del settore), che già nell’agosto dello scorso anno aveva effettuato i sopralluoghi decisivi per sbloccare i fondi.

Le dichiarazioni dei protagonisti

«Ci sono azioni amministrative che possono segnare la storia di una comunità», ha dichiarato il presidente di UniReggio, Paolo Ferrara, in occasione della consegna delle chiavi al tecnico incaricato, l’ingegner Giuseppe Bova. «Questo non sarà più il luogo in cui ricordare solo ciò che Rosarno ha sofferto, ma quello da cui raccontare ciò che la città ha saputo costruire. La confisca priva i clan delle loro risorse, ma è solo quando quei beni tornano a vivere per i cittadini che lo Stato vince davvero». Ferrara ha inoltre rivolto un ringraziamento particolare al governatore Roberto Occhiuto e alle sorelle Paola e Roberta Santelli, che continuano a sostenere l’eredità e la memoria della compianta presidente Jole Santelli.

Sulla stessa linea il sindaco Pasquale Cutrì, che ha sottolineato la concretezza dell’intervento: «La legalità non va solo declamata, va tradotta in servizi e opportunità per il territorio. Villa Jole Santelli sarà la testimonianza tangibile di questo principio».

Un presidio già attivo

La struttura, in realtà, ha iniziato a produrre valore sociale ancora prima dell’apertura del cantiere edile. Negli ultimi mesi, un’équipe composta dai medici Domenico Greco e Marina Macrì, dall’infermiera Silvia D’Agostino e dall’operatore sociosanitario Francesco Loiacono ha garantito presidi di assistenza medica e supporto solidale direttamente nei locali della villa, dimostrando come la rinascita di uno spazio urbano parta innanzitutto dalle persone che decidono di abitarlo e animarlo.

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