Reggio Calabria, estate 2026 raffica di Daspo, ammonimenti e fogli di via. La Questura stringe la morsa sulla criminalità
REGGIO CALABRIA – Un’estate sotto la lente d’ingrandimento delle forze dell’ordine per garantire sicurezza e convivenza pacifica in uno dei periodi di maggiore afflusso turistico dell’anno. Nel bimestre luglio-agosto, la Questura di Reggio Calabria ha impresso una decisa accelerazione alle attività di prevenzione sul territorio. Sotto il coordinamento della Divisione Polizia Anticrimine, gli uffici di via San Pietro hanno attivato un massiccio pacchetto di misure di prevenzione personale, calibrate su misura per arginare i diversi profili di pericolosità sociale emersi in città e in provincia.
Tolleranza zero negli stadi e “fuori contesto”
Il bilancio delle attività estive si apre con il pugno di ferro contro la violenza legata agli eventi sportivi. Sono ben dieci i Daspo (Divieto di accedere alle manifestazioni sportive) firmati dal Questore. Sette di questi provvedimenti, della durata di un anno, sono scaturiti da condotte illecite registrate direttamente durante le competizioni sul territorio reggino.
La linea dura si è abbattuta in particolare su tre soggetti, già noti come frequentatori degli stadi, che hanno manifestato la propria pericolosità sociale anche al di fuori dell’ambito sportivo. Per loro è scattato il cosiddetto Daspo “fuori contesto” per la durata di cinque anni, con l’ulteriore e restrittivo obbligo di firma presso gli uffici di polizia durante lo svolgimento delle partite.
La lotta alla violenza di genere e domestica
Sul fronte della tutela delle fasce deboli e del contrasto ai reati di genere, la Polizia di Stato ha eretto un vero e proprio argine preventivo per intercettare sul nascere relazioni tossiche e violente. Sono stati emessi 24 provvedimenti di ammonimento: dieci hanno riguardato soggetti responsabili di atti persecutori (stalking), mentre quattordici sono stati firmati per episodi di violenza domestica, un segnale chiaro dell’attenzione costante della Questura verso le dinamiche familiari disfunzionali.
Allontanamenti e sorveglianze speciali
Il controllo del territorio è passato anche attraverso l’allontanamento di soggetti ritenuti pericolosi provenienti da fuori provincia. Sono stati infatti notificati otto fogli di via obbligatori con divieto di ritorno nel reggino (per periodi compresi tra i sei mesi e i quattro anni) nei confronti di persone residenti in altre aree d’Italia, indiziate di reati contro la persona e il patrimonio. A questi si aggiungono sedici avvisi orali – di cui due con prescrizioni rafforzate – notificati a soggetti con condanne definitive, come formale e ultimo invito a rigare dritto.
La morsa si è stretta anche attorno ai profili criminali più strutturati. La Questura ha presentato al Tribunale di Reggio Calabria nove proposte per l’applicazione della sorveglianza speciale con obbligo o divieto di soggiorno: sei di queste riguardano soggetti indiziati o imputati per reati di criminalità organizzata e di stampo mafioso, mentre le restanti tre sono state avanzate per reati gravi contro vittime vulnerabili. Nello stesso periodo, sono diventati esecutivi tre decreti di sorveglianza speciale (con obbligo di soggiorno da due a tre anni) per soggetti legati alla criminalità comune, organizzata e a gravi violenze domestiche.
Un lavoro di squadra per il territorio
I numeri e la natura dei provvedimenti scattati in questi due mesi fotografano l’enorme sforzo profuso dalla Questura reggina, che ha operato in sinergia con i Commissariati distaccati di Pubblica Sicurezza, le Specialità della Polizia di Stato e le altre forze dell’ordine. Un presidio costante e capillare, fondamentale per garantire la serenità dei cittadini e dei moltissimi turisti che hanno affollato la provincia calabrese durante la stagione estiva.





