Cronaca

Guardia Costiera di Crotone: duro colpo alla Pesca Illegale, sequestrati 65 kg di novellame

STRONGOLI – Nel tardo pomeriggio di ieri, un’importante operazione di polizia marittima condotta dalla Guardia Costiera di Crotone ha inferto un nuovo colpo al mercato illegale del novellame. L’intervento, effettuato con un battello litoraneo veloce, si è concentrato nel tratto di costa strategico compreso tra la foce del fiume Neto e il Comune di Strongoli, un’area nota per essere sensibile a questo tipo di attività illecita.

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Durante il pattugliamento, l’attenzione dell’equipaggio è stata attirata da un natante da diporto con a bordo due persone, che navigava nel tratto di mare antistante il litorale di Strongoli. Sottoposto a controllo, il natante ha rivelato un carico illegale: abilmente occultate, sono state rinvenute diverse cassette di polistirolo contenenti novellame di sardina, comunemente noto come “bianchetto”.

L’ispezione si è conclusa con il sequestro di 65 chilogrammi di prodotto ittico e con l’irrogazione di una pesante sanzione amministrativa di 4.000 euro a carico del conduttore dell’imbarcazione. La contestazione è per aver pescato esemplari di taglia inferiore a quella minima consentita dalla normativa vigente, una pratica che danneggia gravemente le risorse ittiche e l’equilibrio dell’ecosistema marino.

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Seguendo la prassi, il novellame sequestrato è stato sottoposto al giudizio di edibilità da parte del personale sanitario. Una volta ottenuta la certificazione per il consumo umano, l’intero quantitativo è stato devoluto in beneficenza a istituti caritatevoli della città di Crotone.

Questo sequestro si inserisce in una più ampia e costante attività di vigilanza. Con quest’ultima operazione, il totale di novellame di sardina sequestrato dalla Guardia Costiera di Crotone dall’inizio del 2026, nel solo tratto di costa tra la foce del Neto e il Comune di Crucoli, sale a oltre 750 chilogrammi.

Le attività di polizia marittima, come sottolineato dal comando, sono finalizzate non solo alla tutela delle risorse biologiche, ma anche alla salvaguardia dei pescatori professionali che operano nella legalità. Contrastare queste pratiche significa garantire il rispetto delle regole lungo l’intera filiera commerciale, impedendo che prodotti ittici pescati illegalmente possano essere immessi sul mercato a danno dei consumatori e dell’economia locale.

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