Operazione “Achei”: Tesori Etruschi e Romani Tornano a Casa. Sgominato Traffico Internazionale
COSENZA – Quarantasei preziosi reperti archeologici, testimonianze della civiltà etrusca, magno-greca e romana, sono stati restituiti ai Parchi Archeologici di Crotone e Sibari. Il recupero è il culmine dell’operazione “Achei”, condotta dai Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale (TPC) e coordinata dalla Procura della Repubblica di Crotone, che ha smantellato una rete internazionale dedita al saccheggio e al traffico illecito di beni culturali.
La cerimonia di restituzione si è tenuta ieri, 15 aprile 2026, nella suggestiva Sala Leone di Palazzo Arnone a Cosenza. I manufatti, recuperati in Italia e in Francia nel corso di complesse indagini svolte tra il 2017 e il 2018, erano finiti in un vorticoso giro di ricettazione con ramificazioni in Gran Bretagna, Francia, Germania e Serbia.
Le indagini hanno svelato l’esistenza di una vera e propria organizzazione criminale, composta da squadre di “tombaroli” con ruoli e competenze ben definite. Questi ultimi garantivano un flusso costante di reperti al mercato clandestino, depredando sistematicamente il patrimonio archeologico del territorio. L’operazione ha portato all’emissione di misure cautelari per 23 persone.
Tra i reperti recuperati, spicca per valore e bellezza un frammento di coppa monumentale datato al 525 a.C. L’opera, attribuita ai cosiddetti “pittori rossi”, presenta volti e figure con dettagli finissimi, come i riccioli dei capelli realizzati con una particolare tecnica applicata dopo la pittura del disegno principale.
I 46 manufatti, tutti in ottimo stato di conservazione, troveranno ora una nuova casa. Come annunciato dal Direttore dei Parchi, Filippo Demma, verranno esposti in sezioni dedicate intitolate “Archeologia salvata” sia a Crotone che a Sibari. “A Sibari, in particolare,” ha dichiarato Demma, “disponiamo di un deposito con migliaia di reperti sequestrati in precedenza, che verranno esposti a rotazione per essere finalmente fruibili al pubblico”. Un’iniziativa che non solo restituisce alla collettività un pezzo della sua storia, ma che accende anche i riflettori sulla costante lotta contro i crimini ai danni del patrimonio culturale.






