Il tempo di Lilio: una rete globale per riscrivere la storia del calendario
Presentato il prestigioso Comitato Scientifico e i Membri Onorari del Centro Studi Internazionale dedicato all’astronomo calabrese che rivoluzionò la misurazione del tempo.
DAL NOSTRO CORRISPONDENTE SAARLAND – C’è un filo invisibile ma robustissimo che unisce la Calabria del Rinascimento, la Germania contemporanea e le grandi capitali della cultura europea. È il filo del tempo, o meglio, della sua misurazione. Il Centro Studi Internazionale Luigi Lilio compie oggi un passo decisivo verso la definitiva storicizzazione del medico e astronomo cirotano – mente scientifica dietro la riforma del calendario gregoriano del 1582 – presentando ufficialmente il proprio Comitato Scientifico e i Membri Onorari.
Non si tratta di una semplice formalità accademica, bensì della nascita di una vera e propria rete internazionale di competenze. L’obiettivo è ambizioso: rileggere la figura di Lilio non come un caso isolato, ma come il fulcro di un network scientifico europeo in cui si incrociarono matematica, astronomia, filosofia e circolazione del sapere rinascimentale.
Un parterre di respiro internazionale
A guidare il Comitato Scientifico, in veste di Presidente, è stato chiamato il professor Eberhard Knobloch, figura di assoluto rilievo internazionale nella storia della matematica. Già docente alla Technische Universität di Berlino e accademico della Leopoldina, Knobloch (insignito del prestigioso Kenneth-O. May Prize nel 2017) porta con sé la monumentale esperienza maturata sulle edizioni critiche di Leibniz, Keplero e Humboldt.
Accanto a lui, il Comitato schiera eccellenze interdisciplinari:
- Battista Liserre, italianista e ricercatore (Université de Picardie Jules-Verne e Universität Trier), specializzato nello studio della cultura del XVI secolo, da Machiavelli a Michelangelo;
- Michela Malpangotto, direttrice di ricerca e storica della scienza di fama mondiale, recentemente insignita della Del Monte Medal (2026), le cui ricerche hanno ridefinito le origini della rivoluzione copernicana;
- Klaus-Dieter Herbst, storico dell’astronomia ed editore dei monumentali Acta Calendariographica, massimo esperto dei costruttori di calendari tra il Cinque e il Settecento;
- Francisco Guillermo Herrera Armendia, chimico-ingegnere e accademico messicano, coordinatore didattico e profondo conoscitore degli studi lilioi.
Il legame con il territorio: i Membri Onorari
Il progetto non dimentica le proprie radici. Tra i Membri Onorari figurano personalità fortemente legate alla valorizzazione del territorio d’origine di Lilio: l’avvocato Mario Caruso, già sindaco di Cirò per un decennio e da sempre impegnato nella tutela del patrimonio locale; la professoressa Angela Maria Zavaglia, direttrice scientifica del Parco Astronomico “Lilio” di Savelli e attiva nella divulgazione scientifica scolastica; e l’architetto Salvatore Costa, che ha dedicato importanti studi geometrico-astronomici alle pavimentazioni del Castello di Cirò in relazione alla cultura rinascimentale.
Verso il 2027: archivi digitali e una nuova rivista
Il piano d’azione del Centro Studi prevede la nascita di un Archivio Storico e di una Biblioteca Scientifica digitale dedicati a Luigi Lilio, oltre a una fitta agenda di convegni e mostre.
La cooperazione transnazionale tra Italia, Germania e Francia si concretizzerà anche sul piano editoriale. Grazie alla collaborazione con “Officine delle Idee”, diretta da Antonio Blandi, è già in cantiere una rivista scientifica annuale, il cui primo numero è atteso per marzo 2027.
La complessa macchina organizzativa e diplomatica è affidata al Primo Coordinatore Silvestro Pietro Parise, instancabile promotore della figura di Lilio in terra tedesca e d’Oltralpe, che agirà in sinergia con l’associazione Kalabria Italiae Mundi e.V. e con il Comune di Cirò, di cui si attende a breve il patrocinio ufficiale.
Con questa sinergia di talenti, il Centro Studi Luigi Lilio apre una nuova, promettente stagione storiografica. L’obiettivo finale è restituire alla figura di Lilio la giusta collocazione nel pantheon della rivoluzione scientifica europea. Perché, come ricorda il manifesto programmatico del Centro: «La scienza misura il tempo. La cultura ne conserva la memoria».





