VIDEO – Migliaia di fedeli per il Settennale: Crotone abbraccia la sua Madonna
CROTONE – Un’onda di devozione ha travolto la città. Il Settennale 2026 in onore della Madonna di Capo Colonna ha registrato una partecipazione record, probabilmente tra le più imponenti degli ultimi decenni, confermando la profonda e radicata fede che lega Crotone alla sua Patrona in un rito che attraversa le generazioni.
Un fiume umano si è snodato per le vie della città, dando vita a un pellegrinaggio notturno tanto antico quanto sentito. Dalla chiesa dell’Immacolata fino al promontorio Lacinio, migliaia di fedeli hanno accompagnato l’icona sacra tra canti, preghiere e il bagliore delle fiaccole, in una processione che si tramanda da oltre cinque secoli. A guidare simbolicamente il cammino, ancora una volta, i buoi Argento e Costantino, divenuti ormai emblema di questa edizione.
Nel cuore delle celebrazioni, che hanno richiamato pellegrini da tutta la provincia e oltre, la guida spirituale dell’arcivescovo di Crotone-Santa Severina, monsignor Alberto Torriani. Al suo secondo Settennale, il presule ha sottolineato il valore della fede popolare come “esperienza concreta di comunità, dialogo e speranza”, ribadendo il ruolo della Madonna quale faro spirituale e umano per l’intero territorio.
Il culmine emotivo è stato raggiunto durante il pellegrinaggio di ritorno. La partecipazione è stata tale da trasformare il corteo in una lenta e solenne marea umana, che ha impiegato ore per percorrere il tragitto verso Crotone. Un flusso ininterrotto di persone ha causato un significativo rallentamento, posticipando di circa un’ora e mezza persino il tradizionale spettacolo pirotecnico sul mare. Quando il cielo sul lungomare si è finalmente illuminato, le luci dei fuochi si sono riflesse su una folla ancora in cammino, creando uno scenario di rara suggestione.
L’abbraccio finale della città è avvenuto a tarda notte. Nonostante l’ora, viale Poggio Reale e la centrale piazza Pitagora erano gremite di fedeli, che hanno accolto il rientro del quadro tra applausi commossi e la luce degli smartphone. Un Settennale che si chiude non solo con la cronaca di numeri da record, ma con l’immagine indelebile di una comunità unita nel segno della propria storia e della propria fede, un patrimonio di devozione che si rinnova e si rafforza nel tempo.





