Pallavolo Rossano, l’urlo che vale la Serie B: un’impresa scolpita nella storia
In un PalaCalafiore incandescente, teatro di una battaglia sportiva di rara intensità, la Pallavolo Rossano ASD ha inciso il proprio nome nell’albo d’oro dello sport calabrese, espugnando il fortino della Puliservice Reggio Calabria e conquistando, al termine di una gara 3 memorabile, una promozione in Serie B che profuma di leggenda.
Finisce 3-1 per le leonesse di Luigi Zangaro, epilogo di una sfida che è stata molto più di una semplice partita: è stata un saggio di resilienza, un manifesto di coesione, il culmine di un percorso lungo nove mesi, intessuto di sudore, sacrifici e una fede incrollabile nel proprio sogno.
Eppure, l’avvio era stato un’arrampicata ripida. La Puliservice, sospinta da un pubblico infuocato e dall’urgenza di capitalizzare il fattore campo, aveva tentato l’assalto immediato, scattando sul 4-0. Un parziale che avrebbe potuto spezzare le gambe a chiunque. Ma non a questa Rossano. Nessun crollo, nessuna vertigine. Con la calma dei forti, le gialloblù hanno iniziato una meticolosa opera di tessitura tattica e mentale, ricucendo lo strappo punto dopo punto, trovando fluidità in ricezione e liberando la potenza dei propri attaccanti. Il primo set si è così trasformato da potenziale trappola a dichiarazione d’intenti: un 25-19 che ha gelato l’entusiasmo reggino.
La reazione delle padrone di casa, tuttavia, non si è fatta attendere. Il secondo parziale è stato pallavolo di categoria superiore, un duello rusticano giocato su scambi interminabili e difese al limite dell’impossibile. Fino al 17 pari ha regnato un equilibrio sovrano, quasi immobile; poi, lo scatto felino delle amaranto, capaci di trovare quel break decisivo per chiudere 25-22 e rimettere tutto in discussione.
È il crocevia psicologico del match. Il momento in cui le grandi squadre si rivelano.
E la Pallavolo Rossano ha dimostrato di esserlo. Rientrate in campo per il terzo set con una ferocia agonistica palpabile, le ragazze di Zangaro hanno imposto la propria legge fin dalle prime battute. Un approccio chirurgico ha generato un vantaggio rassicurante, gestito poi con una maturità impressionante, respingendo ogni tentativo di rimonta avversaria fino al nuovo, perentorio 25-19.
La Serie B era lì, a un solo set di distanza.
Nel quarto, l’aria si è fatta rarefatta, ogni pallone pesava come un macigno. La tensione era un filo teso sopra la rete. Fino a metà parziale si è lottato su ogni palla, ma quando l’orizzonte della vittoria si è fatto nitido, Rossano ha innestato il turbo. Una difesa che è diventata un muro invalicabile di orgoglio e tecnica, un attacco implacabile e la lucidità di chi sa di essere a un passo dall’immortalità sportiva hanno scavato il solco definitivo.
L’ultimo pallone che ha toccato terra, sul 25-19, è stato il detonatore di un’esplosione di gioia incontenibile.
Il campo si è trasformato in un groviglio di corpi festanti, di abbracci, di lacrime liberatorie che si mescolavano al sudore. Le lacrime di chi ha creduto, di chi ha lottato, di chi ha vinto. E sugli spalti, la macchia di colore e calore dei tifosi gialloblù, instancabili per tutta la gara, ha completato il quadro, trasformando una trasferta ostile in un’appendice del proprio fortino. L’abbraccio finale tra loro e la squadra vale più di mille parole.
La cerimonia di premiazione, con la coppa alzata al cielo sotto gli occhi del Presidente FIPAV Carmelo Sestito, ha sigillato una serata che non sarà un semplice ricordo, ma un capitolo fondante dell’identità sportiva della città.
Ci sarà tempo, ora, per l’analisi, per la programmazione di una Serie B meritata e attesa. Ma questo è il tempo della celebrazione. Il tempo di applaudire un gruppo straordinario che ha saputo rappresentare con onore una comunità intera.
Da oggi, una nuova certezza risuona tra le mura della città: la Pallavolo Rossano è in Serie B.





