AmbienteCulturaTurismo

Il baricentro del margine: Belmonte Calabro e la geografia del possibile nel Camp de Lo Stato dei Luoghi

BELMONTE CALABRO (CS), 23 giugno 2026 – Esiste una Calabria che non si rassegna alla narrazione della pura nostalgia. Una Calabria che, al contrario, si fa laboratorio, attrito generativo, spazio di convergenza. Per tre giorni, dal 18 al 20 giugno, l’arroccato borgo di Belmonte Calabro è diventato il centro di gravità permanente di un dibattito cruciale e quanto mai contemporaneo: quale ruolo gioca, oggi, la cultura nei processi di riscrittura delle aree interne?

Pubblicità
Pubblicità

L’occasione è stata “Abitiamo Lo Stato dei Luoghi”, il Camp nazionale ospitato dall’eclettico collettivo de La Rivoluzione delle Seppie e promosso dall’omonima rete nazionale. Un evento che ha letteralmente trasfigurato l’ecosistema di BelMondo e i vicoli del paese in un’agorà diffusa di progettazione e ascolto.

L’ecosistema del confronto: oltre l’accademia, dentro la terra

Non si è trattato del solito convegno. Tutt’altro. Operatori culturali, amministratori pubblici visionari, artisti, progettisti e attivatori sociali provenienti da ogni latitudine della penisola si sono ritrovati per scardinare vecchi paradigmi. Al centro del tavolo, questioni spinose e urgenti: la cultura come infrastruttura sociale, la metamorfosi dei territori marginali, la nascita di presidi comunitari resistenti e l’ibridazione, spesso complessa, tra l’indipendenza delle organizzazioni dal basso e la macchina delle istituzioni pubbliche.

Pubblicità

Il borgo ha respirato un ritmo diverso. Tra workshop intensivi, camminate di esplorazione territoriale e tavoli di lavoro informali, la comunità temporanea del Camp ha ridefinito il concetto stesso di pianificazione. L’avvio dei lavori ha visto un confronto serrato e dialettico con la politica locale e regionale. Personalità come Vincenzo Costantino (assessore alle Politiche Giovanili e al Turismo del Comune di Catanzaro), Francesco Alimena (consigliere del Comune di Cosenza) e Gianluca Gallo (assessore all’Agricoltura e alle Aree Interne della Regione Calabria) si sono misurate direttamente con le istanze e le provocazioni costruttive della rete.

Pratiche di sconfinamento e sguardi internazionali

La tre giorni ha vissuto di picchi teorici e pratici di grande spessore. Il workshop “Creative Grounds: The Role of Cultural Spaces in Rural Futures”, guidato da Ella Overkleeft del collettivo internazionale Rural Radicals, ha proiettato la dimensione locale dentro una cornice europea di resilienza rurale. Parallelamente, gli esercizi di immaginazione territoriale coordinati dall’artista Valerio Rocco Orlando insieme alla Scuola dei Sassi hanno forzato i limiti del visibile, spingendo i partecipanti a guardare il paesaggio non come una cartolina immobile, ma come un archivio di relazioni in divenire.

La camminata collettiva tra le pendenze di Belmonte ha poi tradotto la teoria in passi, polvere e sguardi. Infine, l’assemblea generale de Lo Stato dei Luoghi ha tirato le fila dell’incontro, tracciando le rotte politiche e operative per i mesi a venire.

Le voci dei protagonisti

«Abbiamo scelto Belmonte Calabro per il Camp nazionale per dare visibilità a quelle esperienze di rigenerazione culturale che nascono nel Mezzogiorno e nelle aree interne, territori che paradossalmente si dimostrano spesso i più fertili nell’immaginare il domani. L’accoglienza de La Rivoluzione delle Seppie dimostra che la cultura non è un accessorio estetico, ma il motore di una transizione equa. Con il supporto di sguardi internazionali come quelli di Rural Radicals e la ricerca di Valerio Rocco Orlando, abbiamo esplorato nuove metriche per abitare i luoghi.» — Il Direttivo de Lo Stato dei Luoghi

Dal canto loro, i promotori locali rivendicano la potenza della contaminazione:

«Ospitare questo Camp è stato un atto di apertura e di posizionamento politico e poetico. Belmonte, per tre giorni, ha smesso di essere un margine per farsi centro di un’intelligenza collettiva. Ci siamo chiesti cosa significhi davvero abitare il vuoto delle aree interne e come si creino presidi capaci di durare nel tempo. Il confronto con le amministrazioni e con la rete nazionale ha confermato la nostra scommessa: i piccoli paesi non sono feticci del passato, ma avamposti sperimentali capaci di produrre modelli scalabili ed esportabili ovunque.» — La Rivoluzione delle Seppie

Una nuova geografia della cultura

La riuscita del Camp consolida la traiettoria di Belmonte Calabro nel panorama nazionale delle politiche culturali di territorio. Attraverso l’utopia concreta di BelMondo, il borgo calabrese dimostra che la marginalità geografica può trasformarsi in centralità di pensiero. Non più un luogo da salvare, ma un luogo da cui farsi salvare, ridefinendo le regole del gioco della convivenza e dell’arte pubblica.

Pubblicità
Pubblicità
Pubblicità
Pubblicità