Sociale

Un ponte di umanità e legalità: la comunità dei migranti di Crotone ringrazia la Questura

CROTONE – Ci sono mattine in cui la burocrazia cede il passo all’emozione, ridefinendo i confini del rapporto tra istituzioni e cittadini. È quanto accaduto oggi presso la Questura di Crotone, teatro di un incontro che va ben oltre il semplice protocollo formale. Il signor EL HOUSSINE Boudassamoute, portavoce e rappresentante dell’intera comunità dei migranti locale, ha varcato la soglia dell’Ufficio Immigrazione. Tra le mani, un foglio che pesa più di una firma: un attestato di stima e gratitudine destinato alle donne e agli uomini della Polizia di Stato. Un grazie, pubblico e solenne, per quel lavoro silenzioso che si consuma ogni giorno dietro agli sportelli.

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Le parole impresse sulla targa non lasciano spazio a dubbi, fotografando una sinergia che si è solidificata nel tempo, passo dopo passo, pratica dopo pratica.

«Con profonda e sincera gratitudine, la Comunità dei migranti desidera esprimere il più sentito ringraziamento a tutto il personale dell’Ufficio Immigrazione della Questura di Crotone. Questa testimonianza vuole onorare l’eccellente professionalità, l’efficienza nell’organizzazione dei servizi e lo straordinario senso di umanità, rispetto ed empatia con cui ogni cittadino viene accolto e assistito. Grazie per la vostra dedizione costante e per essere un esempio luminoso di solidarietà e vicinanza istituzionale.»

A ricevere questo tributo, visibilmente commosso, è stato il Dirigente dell’Ufficio Immigrazione, il Commissario Capo Lorenzo Manna. A nome di tutto il reparto, Manna ha espresso la più viva gratitudine a Boudassamoute. Non si tratta di autocelebrazione. Per gli operatori della Polizia di Stato, questo dono rappresenta una bussola etica, la conferma tangibile che l’impegno profuso quotidianamente per garantire dignità alla cittadinanza straniera non passa inosservato.

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L’evento odierno non è un caso isolato, ma si inserisce in un mosaico più ampio di dialogo costante tra le istituzioni crotonesi e le comunità straniere. È la dimostrazione plastica di un binomio spesso ritenuto impossibile: l’efficienza amministrativa e la sicurezza pubblica possono, e devono, camminare di pari passo con la cultura dell’accoglienza. Crotone si candida così a diventare un laboratorio di integrazione e sicurezza partecipata.

Tuttavia, l’accoglienza non è mai ingenua. La solidarietà, per essere reale, ha bisogno di poggiare su basi di ferrea legalità.

La stessa Questura che oggi stringe le mani dei rappresentanti dei migranti è quella che, solo due mesi fa, ha assestato un duro colpo alla criminalità. In un’operazione congiunta, l’Ufficio Immigrazione e la Squadra Mobile hanno eseguito ben 92 provvedimenti emessi dalla Procura della Repubblica di Crotone. L’indagine ha colpito una rete di cittadini italiani e stranieri accusati di favoreggiamento della permanenza illegale e falso in atto pubblico.

La linea della Polizia di Stato resta dunque chiarissima, tracciata su un doppio binario: da un lato, una mano tesa e tassi elevati di empatia per guidare i cittadini regolari nei meandri della burocrazia dei permessi di soggiorno; dall’altro, fermezza assoluta e rigore investigativo contro chiunque tenti di speculare sull’immigrazione clandestina, minacciando la sicurezza del territorio. Un equilibrio delicato, ma oggi più che mai necessario.

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