Diritti senza confini: dalla Calabria l’appello per una legge contro le discriminazioni
CATANZARO, 5 AGOSTO 2026 – Il conto alla rovescia per il Catanzaro Pride è ormai agli sgoccioli, ma la mobilitazione ha già tracciato un solco profondo nel tessuto sociale e politico della regione. Con l’ultimo appuntamento del “Road to Pride”, svoltosi nella cornice del Parco Gaslini di Marina di Catanzaro, la comunità LGBTQIA+ calabrese e le reti del Terzo Settore hanno lanciato un messaggio chiaro e inequivocabile alle istituzioni: la Calabria ha urgente bisogno di una legge regionale contro le discriminazioni.
L’incontro, intitolato significativamente “Costruire Diritti”, non è stato soltanto l’atto conclusivo di un percorso di avvicinamento alla parata dell’8 agosto, ma un vero e proprio tavolo di proposta politica. Al centro del dibattito, moderato da Rosario Bressi (presidente di Arci Calabria e membro della presidenza nazionale), l’idea che i diritti non nascano dal nulla, ma vadano strutturati e difesi attraverso reti associative solide, buone pratiche quotidiane e, soprattutto, una cornice normativa stabile.
Al tavolo dei relatori si sono alternati i principali protagonisti dell’attivismo calabrese: Giovanni Carpanzano (portavoce del Catanzaro Pride e presidente di Arciequa), Silvio Cilento (vicepresidente di Arci Calabria), Diana Costanzo (responsabile sviluppo associativo Arci Calabria), Michela Calabrò (presidente di Arcigay Reggio Calabria e delegata nazionale) e Alessandra Lucanto (presidente di Arcigay Cosenza).
Diversi i temi caldi affrontati durante il talk: dall’efficacia dei presidi politici sui territori alle esperienze concrete come il progetto STARR, il marchio Pride Friendly e l’attività del Centro Antidiscriminazione di Cosenza. Tutti tasselli di un mosaico che, per funzionare a pieno regime, necessita del supporto del legislatore regionale.
«Questo incontro dimostra che il Pride di Catanzaro non è un evento isolato, ma un processo politico e comunitario continuo», ha dichiarato Giovanni Carpanzano, sottolineando il valore della responsabilità collettiva. Un concetto rilanciato con forza anche da Rosario Bressi: «Il Terzo Settore non si limita ad assistere, ma promuove proposte politiche concrete. Da questa serata emerge la richiesta perentoria di una legge regionale antidiscriminazione che dia stabilità e tutele a ciò che oggi si regge solo grazie al sacrificio delle associazioni».
Spenti i riflettori sul dibattito, lo spazio ha lasciato il posto alla socialità e all’aggregazione con l’ultimo AperiPride, animato dal trascinante drag show delle Dreamgirlz (Odile Le Noir, La Niny, La Doublemme e Sharpay Scorpio). Un momento di festa e orgoglio che traghetta la città verso la grande parata di sabato 8 agosto, quando il lungomare del quartiere marinaro si colorerà per rivendicare uguaglianza, rispetto e dignità per tutti.






