Emergenza Nord Africa, la Corte d’Appello ribalta la sentenza per Agorà Kroton
Assolta l’Agorà Kroton: nessun danno erariale, scatta la prescrizione. I vertici della cooperativa: “Anni difficili, ora guardiamo avanti a testa alta”
CROTONE – Si chiude con un ribaltamento totale la lunga e complessa vicenda giudiziaria legata alla gestione dell’accoglienza dei migranti in Calabria durante l’Emergenza Nord Africa (biennio 2011-2012). La Corte dei conti d’Appello ha infatti azzerato le condanne di primo grado, sancendo la fine del contenzioso per la Cooperativa Sociale Agorà Kroton.
Con la sentenza n. 129/2026, la Seconda Sezione Giurisdizionale Centrale d’Appello ha accolto i ricorsi presentati da diversi soggetti coinvolti, tra cui la realtà crotonese, dichiarando prescritta l’azione di responsabilità che era stata avviata dalla Procura regionale. Un verdetto che cancella le pesanti condanne erariali pronunciate in primo grado, alleggerendo la posizione della cooperativa e dei suoi storici esponenti.
Il cuore della vicenda
Al centro del processo c’era l’ipotesi di un presunto danno erariale superiore ai 5 milioni di euro ai danni della Presidenza del Consiglio dei ministri. Secondo l’impianto accusatorio originario, il sistema di convenzioni per la gestione dei centri di accoglienza – coordinato dal Soggetto Attuatore regionale Salvatore Mazzeo e dalle strutture convenzionate – avrebbe favorito una percezione indebita di fondi pubblici.
In questo contesto, la cooperativa Agorà Kroton era stata chiamata in causa come ente affidatario dei servizi di assistenza. A difendere le posizioni del rappresentante legale pro tempore Gregorio Mungari Cotruzzolà e di Pino Piero De Lucia Lumeno (indicato come referente all’epoca dei fatti) è stato il team legale composto dagli avvocati Vincenzo Medici del Foro di Crotone e Natalia Paoletti del Foro di Roma.
La chiave del verdetto: azione prescritta
I giudici d’appello non sono entrati nel merito delle singole convenzioni, ma hanno risolto il contenzioso applicando un principio di diritto decisivo: la prescrizione del diritto al risarcimento.
La Corte ha accertato che il presunto danno era già pienamente conoscibile nel 2012, anno in cui la Sezione di controllo della Corte dei conti per la Calabria aveva deliberato sulle convenzioni disponendo la trasmissione degli atti alla Procura. Escluso inoltre qualsiasi occultamento doloso che potesse far slittare i termini: di conseguenza, quando tra aprile e giugno 2021 sono stati notificati gli inviti a dedurre, il termine quinquennale per esercitare l’azione era già ampiamente scaduto.
Le reazioni dei protagonisti
“Accogliamo questa decisione con un profondo senso di sollievo dopo anni difficili”, hanno dichiarato congiuntamente Pino De Lucia Lumeno e Gregorio Mungari Cotruzzolà. “Al di là dell’aspetto economico e della cancellazione della condanna, per noi conta aver restituito dignità a una storia di cooperazione e lavoro sociale che per troppo tempo è stata messa in discussione”.
I due dirigenti hanno voluto ricordare lo spirito con cui la cooperativa affrontò quella fase storica: “Durante l’Emergenza Nord Africa abbiamo fatto semplicemente il nostro dovere: accogliere e garantire dignità a persone in condizioni di estrema vulnerabilità. Era un contesto straordinario che richiedeva risposte e responsabilità straordinarie”.
“Una vicenda giudiziaria di questo tipo non è fatta solo di cifre”, hanno concluso i vertici di Agorà Kroton. “Dietro la sigla di una cooperativa ci sono lavoratori, famiglie e anni di sacrifici sul territorio. Non cerchiamo rivincite né polemiche. Ringraziamo i giudici per il lavoro svolto e i nostri legali per il supporto. Oggi vogliamo solo metterci alle spalle questa pagina e continuare a guardare avanti, forti di scelte e valori legati all’accoglienza che non rinneghiamo”.
Un passo successivo logico potrebbe essere quello di redigere un comunicato stampa più breve partendo da questo articolo, oppure preparare una scheda di approfondimento sulla storia della cooperativa Agorà Kroton sul territorio calabrese.






