Il dolore non legittima nuovi carnefici: a Luca Mastrantonio il Premio Messurga
Con il romanzo “Piombo e latte” (Bompiani), il giornalista del Corriere della Sera vince la sezione narrativa del festival di Mesoraca. Un’opera potente che indaga le derive della sofferenza a partire dallo sparo dell’isola di Cavallo nel 1978.
DALL’INVIATO
MESORACA (CROTONE) – «Se vogliamo vivere con chiarezza, dobbiamo riconoscere che subire dei torti non legittima diventare carnefici di altri». C’è una precisione quasi chirurgica, un’etica dello sguardo, nelle parole con cui Luca Mastrantonio accoglie il verdetto che lo incorona vincitore della sezione narrativa del Premio Messurga Opera Prima, nell’ambito del Mesoraca in Festival. È lo scoccare della mezzanotte e quarantacinque di una notte di fine estate quando la giuria ufficializza il trionfo di Piombo e latte (Bompiani), un romanzo che squarcia il velo su una delle parabole più oscure e dolorose della nostra storia recente.
Al centro del libro c’è un fatto di cronaca che ha segnato un’epoca: il ferimento, nell’agosto del 1978, del giovane Dirk Hamer, colpito nel sonno durante una vacanza all’isola di Cavallo, in Corsica. Un dramma legato a doppio filo alla figura e alla pervicace assoluzione di Vittorio Emanuele di Savoia, da cui si è generata una spirale di ulteriori tragedie, non ultima la nascita della controversa “Nuova medicina germanica” teorizzata dal padre di Dirk. Mastrantonio, firma del Corriere della Sera qui al suo debutto da romanziere, ricostruisce con rigore e sensibilità i giorni successivi allo sparo, il processo e l’onda d’urto del dolore. «È il primo premio che vinco in carriera», ha dichiarato visibilmente emozionato l’autore. «Spero che questo libro, nato per fare chiarezza, funzioni come un collirio per le tenebre di questa storia, dove il dolore sembra aver legittimato qualsiasi stortura».
La serata finale della kermesse calabrese, ormai solido punto di riferimento culturale per l’intero entroterra, si è consumata all’insegna di un grande abbraccio tra letteratura e territorio. Nemmeno la pioggia battente, arrivata proprio durante il dialogo finale con il vincitore, ha fermato la macchina organizzativa. Con un rapido cambio di scena, la manifestazione si è trasferita dal sagrato all’interno della suggestiva Chiesa del SS. Santuario dell’Ecce Homo.
Da qui si è concluso anche il collegamento con la Mostra del Cinema di Venezia, da cui è intervenuta la giornalista del TG5 Anna Praderio, autrice di Memory Girl (Gallucci, 2026), classificatasi seconda a pari merito insieme a Saverio Gangemi, autore dell’intenso Calùra (Rubbettino, 2025). Splendido il momento di condivisione e stima reciproca sul palco tra Gangemi e Mastrantonio, a testimonianza di un festival che sa farsi luogo d’incontro reale e non solo di competizione.
La cerimonia ha visto la partecipazione e i saluti di importanti autorità civili e religiose, tra cui il Ministro Provinciale dei Frati Minori Francescani, Fra Mario Chiarello, il Presidente della Provincia Antonio Ammirati, Monsignor Giuseppe Marra, Vicario dell’Arcidiocesi di Crotone e Santa Severina (delegato dal Vescovo Torriani), e il Pastore Giovanni Aiello.
Ad arricchire l’atmosfera della serata sono state le note della Maestra Daniela Centorrino e le estemporanee di pittura dell’artista Armando Cistaro, mentre il Chiostro ha ospitato le mostre fotografiche e storiche “L’ombra del passato la luce del presente” di Francesco Fassari e “Quando eravamo operai” di Christian Palmieri e Gaetano Leonardi. Di grande spessore anche lo spazio di confronto curato dalla casa editrice PubliGrafic di Cotronei, un salotto letterario guidato da Gianni De Simone che ha visto dialogare gli autori Tommaso Corda, Federico Ferraro, Bruno Tassone ed Emilio De Masi: quattro sguardi diversi sul mondo capaci di offrire al pubblico una profonda riflessione sulla memoria, l’attualità e il potere della parola scritta.





