Acquedotto Abatemarco, attivato il nuovo bypass: più sicurezza idrica per 46 comuni del cosentino
COSENZA – Si è concluso con successo il fermo programmato dello schema idrico Abatemarco, che ha portato alla messa in esercizio di un nuovo e strategico sistema di by-pass. L’operazione, di elevata complessità tecnica e completata in soli due passaggi anziché i tre previsti, promette di ridurre drasticamente i disagi per circa 270 mila abitanti in 46 comuni della provincia, garantendo oltre il 50% del flusso idrico anche in caso di guasti o manutenzione.
L’intervento, parte di un progetto di ingegnerizzazione più ampio da oltre 8 milioni di euro, ha visto la sostituzione di nove imponenti saracinesche, con diametri fino a 700 millimetri, nei punti nevralgici di San Lauro (nel comune di San Marco Argentano) e San Sosti. Presenti alle operazioni l’assessore regionale all’Ambiente, Antonio Montuoro, il dirigente generale del dipartimento, Salvatore Siviglia, e il direttore di Sorical, Giovanni Marati.
“Concludiamo un intervento fondamentale per migliorare la sicurezza, la resilienza e l’efficienza del sistema idrico provinciale”, ha dichiarato l’assessore Montuoro. “Pur avendo comportato una temporanea interruzione del servizio, l’opera, dal valore di oltre 1 milione di euro, è oggi un’infrastruttura pienamente funzionale che assicura maggiore continuità e affidabilità. Questo è solo il primo passo di un importante piano di investimenti sull’Abatemarco”.
Il futuro dell’acquedotto, il più grande della Calabria, si prospetta ricco di innovazioni. Il direttore di Sorical, Giovanni Marati, ha illustrato i prossimi passi, tra cui la realizzazione di una galleria di 1,5 km per una variante di tracciato e l’attivazione del “Sistema tampone” della Galleria Mula. Quest’ultimo, ha spiegato Marati, “funzionerebbe come un grande serbatoio di sicurezza, creando una riserva idrica naturale potenziale fino a 2 milioni di metri cubi” per stabilizzare l’approvvigionamento. Il piano prevede inoltre 50 km di nuove adduttrici, un serbatoio di emergenza da 30 mila metri cubi a Cervicati e il completamento dell’adduttrice Capodacqua, che doterebbe la città di Cosenza di una seconda fonte indipendente da nord.
Questi lavori si inseriscono in una strategia più ampia per contrastare le criticità storiche del sistema Abatemarco-Bufalo-Sila Greca, come ha sottolineato il dirigente Siviglia. Tra le sfide principali figurano il dissesto idrogeologico, la carenza idrica estiva aggravata dai prelievi per l’irrigazione e la siccità crescente. “La Regione ha già individuato le priorità e richiesto finanziamenti mirati”, ha concluso Siviglia, citando interventi cruciali sugli acquedotti Bufalo e Sila Greca, con nuove derivazioni dagli invasi Arvo, Ariamacina e Vaccarizzo, per rendere l’intera rete più robusta e pronta alle sfide future.




