Cronaca

Notte di fuoco a Vibo Marina: incroci telefonici e GPS incastrano i piromani delle tre auto

Svolta nelle indagini sul rogo che, nella notte del 30 marzo scorso, ha seminato il panico a Vibo Marina. I Carabinieri della locale Stazione hanno infatti identificato e denunciato a piede libero due persone, ritenute le presunte responsabili del pesante danneggiamento seguito da incendio che ha distrutto tre vetture in via del Pescatore.

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Tutto è iniziato nel cuore di una notte di fine marzo. Un bagliore improvviso, l’odore acre della plastica bruciata e il suono delle sirene. Sul posto è intervenuta d’urgenza una pattuglia della Stazione di Sant’Onofrio, trovandosi davanti a uno scenario caotico: i Vigili del Fuoco erano già impegnati a domare le fiamme che stavano letteralmente divorando i veicoli in sosta. Il bilancio dei danni, alla fine, si è rivelato pesante. Un SUV è andato completamente carbonizzato, ridotto a una carcassa di lamiere fumanti. Una seconda auto, parcheggiata a ridosso del primo focolaio, ha riportato gravissimi danni strutturali dovuti al calore radiante, mentre una terza vettura è stata lambita dal fuoco, cavandosela con danni minori alla parte anteriore della carrozzeria.

Le indagini sono scattate immediatamente, ma non è stato un lavoro semplice. I militari dell’Arma di Vibo Marina hanno dovuto mettere insieme un puzzle complesso, tassello dopo tassello. Non sono bastati i rilievi sul posto. Per dare un volto e un nome ai piromani, gli investigatori hanno fatto ricorso a tecnologie sofisticate: incroci di tabulati telefonici, analisi meticolose delle celle di geolocalizzazione e accertamenti tecnici di secondo livello. Un lavoro certosino, supportato da tradizionali attività di controllo e riscontro sul territorio, che ha permesso di ricostruire con precisione i movimenti dei sospettati in quella precisa fascia oraria.

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Sotto la lente d’ingrandimento della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Vibo Valentia sono finiti così due soggetti. Uno di loro, peraltro, era già noto alle forze dell’ordine e sottoposto alla misura di prevenzione dell’Avviso Orale. Per entrambi è scattato il deferimento in stato di libertà. Le indagini lampo si chiudono qui, ma l’attenzione sul territorio resta altissima.

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