Manca la tubercolina, Servizi veterinari bloccati
In gravissime difficoltà gli allevatori della provincia di Reggio Calabria. Il presidente regionale Copagri, Francesco Macrì: “Necessario un intervento tempestivo”.
REGGIO CALABRIA – Un allarme grave, che rischia di mettere in ginocchio un intero settore. La Confederazione Produttori Agricoli (Copagri) denuncia il blocco totale delle prove di profilassi da parte dei servizi veterinari a causa della mancanza di tubercolina, il reagente indispensabile per i test sulla tubercolosi bovina. La situazione, particolarmente critica nella provincia di Reggio Calabria, sta gettando nello sconforto centinaia di allevatori, impossibilitati a proseguire la loro attività.
A farsi portavoce del disagio è il presidente provinciale di Copagri, Vincenzo Lentini, che ha inviato una missiva urgente all’Asp n. 5 e a tutte le autorità competenti. “Ci viene continuamente segnalato,” scrive Lentini, “che i servizi veterinari provinciali non stanno procedendo alle consuete prove di profilassi per le aziende bovine, relativamente alla TBC per l’anno 2026, a causa della mancanza di tubercolina”.
Le conseguenze sono immediate e devastanti. “Questa problematica,” sottolinea l’esponente di Copagri, “non solo mette a rischio la qualifica sanitaria di ‘ufficialmente indenne’ per TBC e BRC delle aziende, ma sta anche causando danni economici significativi”. Senza i test, infatti, è impossibile certificare i capi e, di conseguenza, la loro movimentazione in uscita è bloccata. Un’paralisi che si traduce in perdite economiche dirette per imprese già sotto pressione. Per questo, Lentini chiede di “intervenire quanto prima per risolvere questa inefficienza e tutelare la salute degli animali e la continuità lavorativa degli allevatori”.
A rincarare la dose è il presidente regionale della Copagri, Francesco Macrì, che sollecita un’azione immediata da parte di tutti gli organismi preposti. “In un momento così complicato per le imprese agricole,” dichiara Macrì, “dagli enti ci aspettiamo la massima disponibilità e il massimo sostegno, non intralci al lavoro quotidiano che gli allevatori portano avanti eroicamente in un territorio difficile e con redditi bassi”.
Il quadro descritto da Macrì è quello di un comparto già provato da crisi globali e difficoltà strutturali. “Le complicate congiunture internazionali stanno già mettendo a dura prova l’intero settore,” conclude il presidente regionale, “ecco perché ci aspettiamo la massima collaborazione”. L’appello è chiaro: la burocrazia e le inefficienze non possono e non devono fermare un’economia vitale per la Calabria.




