Return, il progetto che trasforma il centro storico di Rende in una residenza artistica a cielo aperto
L’iniziativa, promossa dal collettivo ConimieiOcchi, mira a contrastare lo spopolamento dei borghi attraverso la riscoperta del patrimonio orale e umano. Artisti, cittadini e studenti collaboreranno per creare un “museo delle storie perdute” con installazioni, performance e opere digitali.
RENDE (CS) – Un museo non convenzionale, a cielo aperto, che nasce dalle storie della gente per restituirle alla comunità attraverso i linguaggi dell’arte contemporanea. È questa l’essenza di “Return – Museo delle storie perdute”, il progetto di rigenerazione culturale, sociale e narrativa che sta trasformando il centro storico di Rende in una residenza artistica diffusa.
Ideato e promosso dal Collettivo Artistico ConimieiOcchi, attivo in Calabria e a livello nazionale, il progetto si propone di riscoprire e valorizzare i frammenti del patrimonio orale, umano ed emotivo del borgo antico. Il processo creativo si nutre di laboratori di scrittura, interviste, esplorazioni urbane e attività performative, coinvolgendo attivamente abitanti, studenti, partner istituzionali e operatori culturali.
“Il progetto nasce da un’urgenza reale: il progressivo svuotamento identitario e fisico dei centri storici, che rischia di cancellare una memoria collettiva fragile ma preziosa”, spiega il Collettivo ConimieiOcchi. “In questo vuoto cerchiamo nuove forme e nuove storie che possano trasformare i luoghi, già profondamente segnati dall’urbanizzazione e dalle logiche capitalistiche”.
Return non è un evento isolato, ma un cantiere culturale in continua evoluzione, pensato per mettere in connessione il borgo, il territorio urbano e l’Università della Calabria. L’obiettivo è offrire agli artisti tempo, spazio e risorse per sviluppare nuove opere lontano dalle logiche produttive ordinarie, alimentando al contempo una riflessione collettiva sul futuro delle aree marginali.
Il programma è già entrato nel vivo. Dopo un primo incontro il 9 maggio, sono stati avviati i percorsi di ricerca curati dal compositore Alessandro Rizzo e dallo scrittore Michele Trotta, dedicati alla raccolta di storie dimenticate. L’artista Delia Dattilo sta invece realizzando l’opera grafica che diventerà l’emblema del progetto.
Tra gli appuntamenti confermati:
- 9 giugno: “Pasta nelle città”, un progetto di ricerca visiva e relazionale della regista Giulia Secreti e della fotografa Raffaella Arena, che mette in dialogo i formati della pasta con l’architettura dei centri storici.
- 21 giugno: “M’a mpari? T’a mparo!”, un laboratorio, sempre a cura di Giulia Secreti, che trasforma la cucina in uno spazio di narrazione, memoria e immaginazione al femminile.
- 6-8 luglio: Un laboratorio di scrittura performativa e ricerca interiore condotto dallo sceneggiatore e regista Saverio Tavano.
Il percorso culminerà il 9 luglio con l’inaugurazione della mostra del fotografo Angelo Maggio sul “Non finito calabrese”, una riflessione per immagini su quelle “storie sospese” che attendono una nuova narrazione. Le opere finali – installazioni sonore, performance, contenuti audiovisivi e percorsi digitali – restituiranno alla comunità il frutto di questo lavoro collettivo.
Il progetto, realizzato in collaborazione con Pro Loco Arintha, Centro Women’s Studies Unical, Auser, Casa dei diritti sociali e Strade di Casa, ha richiesto il patrocinio del Comune di Rende per consolidare un’iniziativa che mira a generare continuità e a prendersi cura del cuore antico della città.





