Economia

Ponte sullo Stretto, Ferrante (Mit): «Copertura garantita e piena conformità Ue. L’opera viaggia insieme agli investimenti per il Sud»

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ROMA – Nessun dubbio sulle risorse, totale allineamento con i parametri europei e un piano di investimenti per il Mezzogiorno che procede in parallelo, senza subire tagli. È questo il quadro delineato dal Sottosegretario al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Tullio Ferrante (Forza Italia), intervenuto in Commissione Ambiente alla Camera per fare il punto sulla realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina.

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I numeri del piano finanziario

Il nodo delle coperture economiche viene sciolto con cifre precise. Secondo quanto riferito dal Sottosegretario, l’intera operazione poggia su basi finanziarie solide e già definite:

  • 9,28 miliardi di euro stanziati direttamente dal bilancio del Mit con un orizzonte temporale esteso fino al 2034;
  • 3,882 miliardi di euro recuperati attraverso il Fondo per lo sviluppo e la coesione (Fsc) 2021-2027.

«Si tratta di risorse già individuate e finalizzate all’intervento – ha precisato Ferrante –, il che assicura l’assoluta certezza della copertura economica per la realizzazione dell’opera».

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Il dialogo con Bruxelles e il nodo ambientale

Sul fronte europeo, i canali diplomatici e tecnici restano aperti e operativi. In merito alle tutele ambientali, i tecnici del Mit e del Mase (Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica) sono attualmente al lavoro per limare le integrazioni richieste dalla Commissione UE, che verranno inviate nei prossimi giorni. Subito dopo, il dossier passerà al vaglio del Consiglio dei Ministri per una nuova delibera che attesti i “motivi imperativi di rilevante interesse pubblico” alla base dell’infrastruttura.

Per quanto riguarda il rispetto delle normative sugli appalti e l’evidenza pubblica, Ferrante ha confermato che è stato concordato con Bruxelles il metodo di calcolo per il limite del 50%, parametro che certifica la piena conformità del progetto alla legislazione comunitaria.

Sostenibilità e investimenti paralleli nel Mezzogiorno

Il Sottosegretario ha poi difeso la valenza ecologica del progetto, stimando un taglio delle emissioni pari a circa 200mila tonnellate di CO2 all’anno, destinate a diventare 12,8 milioni di tonnellate nell’intero ciclo di vita dell’opera.

Infine, Ferrante ha voluto respingere con forza l’idea che il Ponte possa drenare risorse destinate ad altre infrastrutture meridionali: «Il Ponte non toglie spazio ad altri interventi. Al contrario, il Sud è destinatario del più imponente piano di investimenti stradali e ferroviari degli ultimi decenni, con oltre 114 miliardi di euro destinati alle ferrovie e circa 42 miliardi alle strade. Quest’opera non è un’alternativa, ma il tassello fondamentale di un disegno complessivo per connettere il Mezzogiorno al sistema logistico nazionale ed europeo».

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