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La Sila che incanta: oltre 500 in cammino tra la poesia di Cristicchi e l’ironia di Papaleo

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Al centro della terza tappa di “Opera Sila” il tema della cura del territorio. Strutture ricettive verso il sold out.

di Redazione

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SILA PICCOLA – Unire la sacralità della foresta alla forza dell’arte, trasformando i sentieri della Sila Piccola in un palcoscenico a cielo aperto e senza filtri. Per il terzo fine settimana consecutivo, il festival “Opera Sila – A farla amare comincia tu” ha fatto registrare numeri da grande evento: oltre 500 partecipanti a giornata, molti dei quali giunti da fuori regione, per un’esperienza collettiva fondata sulla bellezza, sulla conoscenza e sul rispetto dell’ambiente.

Una formula vincente e volutamente “al buio”: il programma non è stato svelato in anticipo, lasciando che fossero i ritmi della natura e le oscillazioni meteo di fine estate a dettare i tempi degli incontri.

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Scienza e biodiversità nel cuore del bosco

Il viaggio è iniziato con la divulgazione scientifica. Esperti come la botanica Carmen Gangale e il farmacologo Giancarlo Statti hanno guidato il pubblico alla scoperta delle proprietà curative e alimentari delle piante dell’altopiano. Tra i faggi secolari della Vallata del Fiume Crocchio, in località Tirivolo – un ecosistema unico che sopravvive grazie a un particolare microclima – la natura si è fatta aula didattica, svelando i segreti di una biodiversità straordinaria.

L’emozione di Cristicchi e la spiritualità di Amara

Proprio sotto le fronde dei giganti verdi, la musica ha preso il sopravvento. Simone Cristicchi ha saputo toccare le corde più intime della platea, alternando i classici della canzone italiana a monologhi di profonda intensità. Il suo intervento sull’umiltà – intesa non come debolezza, ma come predisposizione ad accogliere la conoscenza come “campi arati” – ha commosso i presenti.

La pioggia pomeridiana non ha fermato la musica: l’evento si è spostato nella suggestiva Chiesetta di Villaggio Grechi, dove Cristicchi, affiancato dalla cantautrice Amara, ha dato vita a un set acustico quasi spirituale. Ad arricchire la giornata, le sonorità cangianti di Antonio Pascuzzo (Pascouche) e le voci del Coro Opera Sila insieme all’Ensemble Vocale Luminae diretto da Giovanna Massara.

Il dibattito: la “cura” come motore di sviluppo

All’interno della sezione “Ritorno all’Ovile”, condotta da Ivan Talarico, si è aperto un confronto a più voci sul concetto di “cura”. Ilario Treccosti (direttore del Parco Nazionale della Sila) e Francesco Costantino (commissario del Parco delle Serre) hanno evidenziato il legame indissolubile tra tutela ambientale, benessere psicofisico e sviluppo locale.

Il mondo dell’impresa e della cultura si è espresso attraverso Flavio Severini (Fondazione Musica per Roma), che ha esaltato la curiosità come antidoto all’ignoranza, e l’editore Florindo Rubbettino, che ha illustrato come la sinergia tra azienda e territorio – sul modello del festival Sciabaca – possa generare valore sociale ed economico.

Il calore di Awa Ly e l’irresistibile ironia di Papaleo

La seconda giornata ha confermato l’alto livello della proposta artistica. Al Centro Visite Garcea di Villaggio Mancuso, la cantante franco-senegalese Awa Ly ha incantato la platea con la sua voce calda e un sound ibrido che invita alla riconnessione con i sensi. Subito dopo, le sponde del lago hanno vibrato grazie alla musica popolare di Simona Sciacca e Alessandro Chimienti.

L’attesa era tutta per Rocco Papaleo. L’attore e regista lucano non ha deluso le aspettative, offrendo uno spettacolo intimo e colloquiale. Tra gag sul disallineamento della vita moderna e riflessioni semiserie sui rapporti di coppia, Papaleo – supportato dal pianista Arturo Valiante – ha trascinato il pubblico in un coro liberatorio sulle note di “Torna a casa foca”, per poi concedersi un fuori programma cantando “Bartali” insieme ad Antonio Pascuzzo al Fata Museum.

Turismo e cultura: il modello “Do Ut Jazz”

Il festival si dimostra anche un formidabile volano economico. Pietro Falbo, presidente della Camera di Commercio di Catanzaro-Crotone-Vibo Valentia, ha elogiato il sistema “Do Ut Jazz” (ideato da Vivodimusica), che collega la partecipazione ai concerti al soggiorno nelle strutture ricettive locali, registrando il tutto esaurito negli alberghi della zona.

Sul fronte della promozione territoriale è intervenuto anche Giampaolo Calabrese, direttore della Calabria Film Commission, evidenziando il lavoro in atto per decostruire i vecchi stereotipi regionali attraverso il cinema e la televisione.

Gran finale il 27 settembre

“Opera Sila”, progetto gratuito finanziato dalla Regione Calabria (Fondi POC 2014/2020 – Calabria Straordinaria) e sostenuto da partner pubblici e privati, tornerà per l’ultimo atto domenica 27 settembre. Sul palco saliranno Raiz & Solis String Quartet per il recupero della data precedentemente rinviata per maltempo. Un ultimo, imperdibile appuntamento per celebrare il connubio perfetto tra arte e natura selvaggia.

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