San Giovanni in Fiore al Centro del Dibattito sulla Sanità delle Aree Interne della Calabria
San Giovanni in Fiore torna a essere protagonista nel dibattito sulla sanità delle aree interne calabresi con l’evento “Curare sul posto”, previsto per martedì 24 febbraio alle 16.30 presso la sala conferenze dello Jure Café. L’incontro, organizzato dal comitato “La Cura”, è incentrato sulla presentazione di una proposta di legge volta a rilanciare e tutelare gli ospedali di San Giovanni in Fiore, Acri, Serra San Bruno e Soveria Mannelli. La proposta, già depositata al Consiglio regionale della Calabria, mira a garantire ai cittadini il diritto a un’assistenza ospedaliera adeguata nel proprio territorio, evitando viaggi rischiosi e il depauperamento dei servizi essenziali.
Il Contesto Sanitario
Negli ultimi 16 anni, la sanità calabrese è stata sotto commissariamento per il Piano di rientro dai disavanzi, con ridimensionamenti che hanno colpito duramente gli ospedali delle aree montane. Questi presìdi hanno sofferto la carenza di personale e la riduzione dei servizi, costringendo molti a rinunciare alle cure. La proposta del comitato “La Cura” intende rafforzare la rete ospedaliera attraverso la creazione di un’unica azienda pubblica per gli ospedali montani, e prevede l’apertura di nuovi reparti come Chirurgia generale, Pediatria e Cardiologia con angioplastica.
I Partecipanti
All’evento parteciperanno figure di spicco come Tullio Laino, medico e promotore della proposta; Giuseppe Brisinda, chirurgo del policlinico Gemelli; Giovanni Iaquinta, docente; Francesco Sapia, ex deputato; Riccardo Allevato, intellettuale, ed Emiliano Morrone, giornalista impegnato sulla sanità calabrese. Il dibattito sarà aperto alla cittadinanza, offrendo un’occasione di approfondimento tecnico e politico su una questione cruciale per le comunità montane.
Coinvolgimento e Sostegno
Durante l’incontro sarà avviata una raccolta firme a sostegno della proposta di legge, coinvolgendo i cittadini in un percorso di partecipazione attiva. “Curare sul posto” non è solo un principio di civiltà, ma una necessità costituzionale che, nelle aree interne della Calabria, rappresenta una scelta strategica contro spopolamento e disuguaglianze. Finora, nei territori coinvolti, sono state raccolte oltre 1000 firme in pochi giorni, avvicinandosi all’obiettivo delle 5mila necessarie per presentare la proposta al Consiglio regionale.

