Cronaca

Scacco al mercato della marijuana: maxi sequestri tra il Cosentino e il Crotonese

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CALABRIA – Un doppio colpo letale al canale del narcotraffico locale è stato messo a segno dagli uomini della Guardia di Finanza, che hanno smantellato due importanti centrali di coltivazione e produzione di marijuana tra le province di Cosenza e Crotone. Le operazioni, condotte in aree impervie e apparentemente insospettabili, hanno sottratto alle piazze di spaccio sostanze stupefacenti che avrebbero fruttato profitti illeciti per oltre 700mila euro.

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Il blitz nel Cosentino: 53 piante protette dalla vegetazione a Grisolia

La prima operazione ha interessato l’alto Tirreno Cosentino, precisamente nel territorio del comune di Grisolia. Qui, i finanzieri sono riusciti a individuare una piantagione di canapa indiana abilmente occultata all’interno di una fitta e impervia area boschiva.

La coltivazione era tutt’altro che rudimentale: strutturata su filari ben definiti, era servita da un efficiente impianto di irrigazione. All’interno del sito sono state sequestrate 53 piante di altezze variabili tra i 30 centimetri e i 3 metri, dettaglio che testimonia una produzione scalare e continuativa nel tempo. Secondo le stime degli inquirenti, la vendita al dettaglio di questo lotto avrebbe generato ricavi illeciti per oltre 200mila euro.

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La rotta del Crotonese: maxi coltivazione da mezzo milione di euro

Non meno rilevante l’esito delle perquisizioni nel Crotonese, dove i militari hanno inferto un secondo e ancor più pesante colpo finanziario alle consorterie criminali. Tra le località di Cutro e Papanice, le Fiamme Gialle hanno scoperto due distinte piantagioni illegali ricavate all’interno di fondi agricoli in stato di abbandono.

In questo scenario sono state rinvenute e sequestrate ben 128 piante di cannabis sativa in pieno stato di fioritura e ormai pronte per la raccolta e il successivo essiccamento. La qualità della piantagione e l’elevato numero di fusti avrebbero garantito un guadagno stimato di oltre 500mila euro sul mercato nero.

L’esito complessivo delle attività sul territorio calabrese conferma la centralità della regione nella produzione diretta di sostanze stupefacenti, un business milionario che le forze dell’ordine continuano a contrastare con un monitoraggio capillare anche nelle zone più isolate e difficilmente raggiungibili.

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