Cultura

Studenti in toga al Tribunale di Crotone: simulato un processo su revenge porn e cyberbullismo

CROTONE – Le aule del Tribunale di Crotone si sono trasformate questa mattina in un palcoscenico di educazione civica. Protagonisti, venticinque studenti dell’Istituto Comprensivo Papanice Alfieri, che hanno vestito i panni di giudici, avvocati e testimoni per mettere in scena un processo simulato su un delicato caso di revenge porn e istigazione al suicidio.

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L’iniziativa fa parte del progetto “Ciak. Un processo simulato per evitare un vero processo”, promosso dall’associazione “Ciak Formazione e Legalità – ETS” e giunto alla sua undicesima edizione in Calabria. Guidati dal copione “La tavernetta”, i ragazzi delle scuole secondarie dei plessi Alfieri, Margherita e Papanice hanno affrontato una tematica di strettissima attualità, confrontandosi direttamente con le dinamiche e le conseguenze legali di reati digitali.

Durante i mesi di preparazione, gli studenti sono stati seguiti dai formatori Gabriele Persico e Maria Rizzo. L’obiettivo del progetto, sostenuto dall’Associazione Nazionale Magistrati e da altre fondazioni, è quello di sviluppare negli adolescenti consapevolezza critica e senso di responsabilità, mostrando loro il funzionamento della macchina della giustizia dall’interno.

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“I nostri ragazzi non hanno soltanto recitato, ma hanno dimostrato maturità e una sorprendente capacità di immedesimazione”, ha dichiarato la dirigente scolastica Concetta Masi. “Vedere alunni delle medie trasformarsi in pubblici ministeri, giudici e avvocati è stato emozionante e realistico. La sentenza più bella, alla fine, è stata vedere crescere in loro il senso di responsabilità e rispetto”.

A portare i saluti della presidente del Tribunale, Maria Luisa Mingrone, è stato il magistrato Giuseppe Collazzo, che si è complimentato per l’iniziativa che ha portato “una ventata di gioventù tra le aule del Palazzo di Giustizia”.

Il progetto è stato coordinato per l’istituto dal docente Ettore Pontieri, referente per il bullismo e cyberbullismo, con il supporto della commissione dedicata e della Cooperativa Agorà.

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