Cronaca

Blitz antimafia nel Catanzarese: 42 condanne per il controllo mafioso del territorio

Il gup distrettuale di Catanzaro, Mario Santoemma, ha emesso 42 condanne nel procedimento “Karpanthos”, con pene che vanno da uno a 20 anni di reclusione. Questa operazione segna un significativo colpo alle cosche Carpino e Cervesi, che esercitano un controllo capillare sulla Sila Piccola catanzarese. Nel contesto del processo, sono stati assolti otto imputati.

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I reati e il territorio coinvolto

L’inchiesta ha mappato una pervasività criminale che si estende per circa un decennio, interessando i comuni di Petronà, Mesoraca, Cropani, Isola Capo Rizzuto, Cerva, nonché le loro ramificazioni in Liguria, Piemonte e Lombardia. Le accuse mosse ai 42 imputati includono associazione di tipo mafioso e traffico di stupefacenti, insieme a vari reati specifici.

I carabinieri hanno documentato diverse attività illecite, tra cui:

  • Estorsioni a danno di imprenditori edili e commercianti della Presila catanzarese
  • Incendi e danneggiamenti come strumenti di controllo
  • Rapine a mano armata
  • Riciclaggio e intestazione fittizia di beni
  • Traffico di cocaina e marijuana, con approvvigionamenti da Cutro e Mesoraca
  • Costrizione alla vendita di autovetture a prezzi stracciati
  • Scambio elettorale politico-mafioso, riconosciuto dal gup per due imputati

Controllo nel Comune di Cerva

Le indagini hanno rivelato che le cosche avevano un controllo totale sul Comune di Cerva, evidenziando una presenza mafiosa radicata all’interno delle istituzioni locali. Questo aspetto sottolinea come l’organizzazione non si limitasse a gestire attività illegali, ma si inserisse attivamente nelle dinamiche politiche e amministrative.

Le condanne

Tra le condanne più pesanti spiccano quelle di Nicolina Cavarretta e Vincenzo Ribecco, entrambi condannati a 20 anni. Edoardo Carpino ha ricevuto 11 anni e 5 mesi, mentre Giuseppe Lavigna è stato condannato a 10 anni e 5 mesi. Giuseppe Bianco ha ottenuto 10 anni e 2 mesi, una pena inferiore ai 18 anni richiesti dal pubblico ministero. Le differenze tra le richieste dell’accusa e le condanne effettive riflettono una valutazione delle responsabilità individuali diversa da quella inizialmente avanzata.

Implicazioni dell’indagine

Il procedimento Karpanthos è parte di un’inchiesta più ampia sulla penetrazione mafiosa nel Catanzarese, dimostrando la capacità delle cosche di operare in modo sistematico attraverso diversi comuni e regioni. La documentazione delle attività criminali su un lungo periodo evidenzia l’importanza del lavoro investigativo nel delineare il modus operandi dell’organizzazione e la sua struttura gerarchica.

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