Guerra dell’olio in Calabria: tra frodi e prezzi stracciati, Coldiretti lancia il piano di battaglia
Un’ombra si allunga sugli uliveti secolari della Calabria, cuore pulsante dell’olivicoltura italiana. Non è la siccità, né una nuova fitopatia, ma una minaccia ben più insidiosa: quella di speculatori senza scrupoli e trafficanti di olio a basso costo, che rischiano di inquinare il mercato e svendere un patrimonio liquido dal valore inestimabile. La produzione nazionale, fiore all’occhiello del Made in Italy, si trova schiacciata da una concorrenza sleale che adultera l’origine e umilia il lavoro di migliaia di agricoltori.
Di fronte a questa deriva, la risposta di Coldiretti e Unaprol non si è fatta attendere. È una vera e propria controffensiva, un piano d’intervento nazionale articolato e durissimo, presentato al Ministero dell’Agricoltura per difendere non solo un settore economico, ma l’identità stessa di un territorio. E in Calabria, questa battaglia assume contorni epici. Parliamo di una regione dove l’olivo non è solo una coltura, ma un elemento del paesaggio e della cultura: oltre 160mila ettari, più di 100 varietà autoctone, 25 milioni di piante e un’eccellenza riconosciuta da 3 DOP e una IGP regionale, con quasi la metà della superficie coltivata in regime biologico. Un tesoro da blindare.
Controlli Hi-Tech e Tolleranza Zero
Il cuore del piano è la garanzia dell’origine. Assoluta e non negoziabile. Per ottenerla, la tecnologia scende in campo con strumenti d’avanguardia come la risonanza magnetica (Nmr) e la mappatura isotopica, analisi sofisticate in grado di svelare la carta d’identità geografica di ogni goccia d’olio. Coldiretti chiede che queste analisi abbiano pieno valore legale, diventando l’incubo di chi spaccia per italiano un prodotto che ha solo attraversato i nostri confini. I controlli dovranno essere capillari, a tappeto: dalle cisterne che sbarcano nei porti fino alle bottiglie esposte sugli scaffali della grande distribuzione. La tolleranza è finita.
Una Filiera di Vetro: Tracciabilità e Prezzi Trasparenti
Parallelamente, la rivoluzione deve essere digitale. Il Portale SIAN, il sistema informativo agricolo nazionale, deve diventare una fortezza invalicabile. Per i commercianti di olive, si profila l’obbligo di conferire il prodotto al frantoio entro 12 ore dall’acquisto, una mossa strategica per impedire manipolazioni e garantire la massima freschezza. Ogni singolo spostamento sarà tracciato in tempo reale con documenti di trasporto elettronici, immodificabili. Ma la vera svolta potrebbe essere l’obbligo di inserire nel sistema i prezzi di compravendita di olive e olio sfuso, permettendo finalmente la pubblicazione di listini ufficiali, provincia per provincia. Un colpo mortale alla speculazione che gioca nell’ombra.
“Noi produciamo salute, non un semplice condimento,” ha tuonato David Granieri, Presidente di Unaprol e vicepresidente nazionale di Coldiretti. “Non possiamo accettare che il nostro olio extravergine, un’eccellenza mondiale, sia umiliato dalla concorrenza sleale di chi trucca le carte. La nostra mobilitazione non si ferma. Diciamo stop al sottocosto, perché dietro prezzi infimi si nascondono truffe e sfruttamento. Vogliamo che il vero olio italiano entri nelle mense delle scuole e degli ospedali, per proteggere la salute dei più vulnerabili.”
La Sfida Europea e il Sostegno ai Produttori
La battaglia si combatte anche a Bruxelles. Nel mirino c’è il Regime di Perfezionamento Attivo (TPA), un meccanismo che consente l’importazione temporanea di olio extra-UE a dazio zero. Coldiretti chiede di spostarne l’operatività in primavera, per evitare che importazioni massicce durante la raccolta nazionale facciano crollare i prezzi all’origine. Si chiede inoltre di vietare la pratica ingannevole di miscelare oli di categorie diverse (come extra vergine e vergine) per poi venderli come EVO.
Infine, il piano prevede un sostegno concreto a chi è in prima linea. Per cooperative e frantoi, schiacciati da costi crescenti e giacenze invendute, si chiede un piano straordinario di supporto finanziario per alleggerire il peso degli interessi sui prestiti. L’ultima proposta è la creazione di un fondo per incentivare l’acquisto di olio 100% italiano certificato da parte delle mense pubbliche, trasformando scuole e ospedali nei primi avamposti della qualità e della legalità. Una strategia a 360 gradi per difendere un patrimonio che non è solo calabrese, ma appartiene all’Italia intera.





