Armi, veleni e furia contro i Carabinieri: un arresto a Crucoli
Doveva essere un controllo mirato, una delle tante operazioni che scandiscono la lotta dello Stato contro l’illegalità diffusa, ma si è trasformato in un teatro di violenza e scoperte inquietanti. A Crucoli, in un fazzoletto di terra che doveva essere bene comune e invece era diventato un feudo privato del crimine, i Carabinieri della Compagnia di Cirò Marina, affiancati dal fiuto eccezionale delle unità cinofile di Vibo Valentia, hanno scoperchiato una realtà di degrado ambientale e pericolo sociale.
La tensione è esplosa quasi subito. Quando i militari si sono presentati davanti a un uomo del posto, già noto negli archivi delle forze dell’ordine, per eseguire una perquisizione su quel terreno che occupava senza titolo, la sua reazione è stata tutt’altro che collaborativa. Non si è limitato a protestare. Dalle parole grosse, intrise di offese, è passato in un lampo alla violenza fisica, scagliandosi contro i carabinieri in un disperato, rabbioso tentativo di fermarli. Un’aggressione vana, prontamente neutralizzata dalla professionalità dei militari, che lo hanno immobilizzato prima che la situazione potesse degenerare ulteriormente.
Cosa cercava di proteggere con tanta furia? La risposta è emersa da un’ispezione meticolosa, un setaccio che ha passato al vaglio ogni angolo di quel fondo agricolo. Ben celato, è spuntato un fucile calibro 12, un’arma fantasma, priva di registrazione e di origine dubbia, insieme a un piccolo arsenale di munizioni, parte delle quali, ancora più allarmante, prodotte artigianalmente.
Ma il vero scempio si nascondeva sotto i loro piedi. Quel terreno, di proprietà del Comune di Crucoli, era stato trasformato in una discarica abusiva, un cimitero di rifiuti speciali e pericolosi. Amianto, pneumatici, elettrodomestici sventrati: un campionario di veleni abbandonato senza scrupoli. L’intera area è stata immediatamente posta sotto sequestro e affidata in custodia al sindaco, simbolo di una ferita inferta all’intera comunità.
Per l’uomo è scattato l’arresto in flagranza. Le accuse sono pesantissime: resistenza a pubblico ufficiale, detenzione di arma clandestina, ricettazione, a cui si aggiungono le denunce per invasione di terreni pubblici e gestione illecita di rifiuti. Dopo una notte agli arresti domiciliari, l’Autorità Giudiziaria ha convalidato il provvedimento, disponendo per lui l’obbligo di firma quotidiana. L’indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica di Crotone sotto la direzione del Dott. Domenico Guarascio, prosegue, mentre sull’indagato vige, come impone la Costituzione, il principio della presunzione di innocenza fino a condanna definitiva.





