Ferrovie, la Calabria si accorcia: nasce il “Treno del Cedro e del Bergamotto” che unisce i due mari
Dal 6 luglio un nuovo collegamento sperimentale collegherà direttamente l’Alto Tirreno cosentino con Catanzaro e la Locride. Un’operazione di cucitura territoriale nata dalla spinta dell’associazionismo locale.
SCALEA – Binari che uniscono non solo distanze geografiche, ma identità agricole e culturali finora separate da barriere infrastrutturali storiche. Dal prossimo 6 luglio, la Calabria sperimenterà una piccola rivoluzione su rotaia: la Riviera dei Cedri sarà collegata direttamente a Catanzaro e al basso Jonio reggino. Un’operazione di mobilità integrata che l’Unione delle Associazioni della Riviera dei Cedri e del Pollino – promotrice dell’iniziativa – ha già ribattezzato, con suggestiva sintesi geopolitica, il “Treno del Cedro e del Bergamotto”.
L’intuizione non è nuova a colpi di scena. Esattamente sei anni fa, il 2 luglio 2020, in un’Italia ancora stordita dal primo lockdown pandemico, la stessa rete di associazioni riusciva a strappare la storica fermata dell’Alta Velocità di Italo a Scalea. Oggi, quel percorso di rivendicazione territoriale compie un passo ulteriore, rimodulando i collegamenti esistenti per dare vita a una tratta inedita tra Roma e la Calabria profonda.
La tecnologia del viaggio: treni “ibridi” e binari divisi
Il cuore tecnico del nuovo servizio poggia sulla flessibilità. Gli Intercity 551 e 556 utilizzeranno i moderni treni Blues a tripla alimentazione (elettrica, a batteria e diesel). Una tecnologia necessaria per superare i limiti di una rete ferroviaria calabrese a due velocità.
La logistica del viaggio prevede una vera e propria scissione dei convogli:
- La partenza: I treni viaggiano accoppiati in doppia composizione.
- Il bivio a Lamezia Terme: Qui avviene la separazione fisica dei due convogli.
- La rotta Jonica: Un convoglio si dirama sulla linea non elettrificata dello Jonio, toccando Catanzaro Lido, Soverato, Monasterace, Roccella Jonica, Gioiosa Jonica, Locri, Brancaleone e Melito Porto Salvo.
- La rotta Tirrenica: L’altro convoglio prosegue lungo la costa tirrenica, servendo Vibo Marina, Briatico, Tropea, Ricadi e Nicotera.
Rompere l’isolamento istituzionale e sociale
«Fin dal primo momento abbiamo ritenuto doveroso sostenere la proposta di istituire un Intercity diretto tra l’area jonica calabrese e la Capitale», spiega l’avvocato Maurizio Cava, portavoce dell’Unione delle Associazioni. Non si tratta, nelle intenzioni dei promotori, di una semplice agevolazione per i flussi turistici estivi, bensì di una risposta a un deficit di cittadinanza interna.
Fino ad oggi, infatti, per un cittadino dell’Alto Tirreno raggiungere Catanzaro – sede della Regione, della Corte d’Appello, di poli universitari e ospedalieri – significava affrontare un’odissea di due o tre cambi di treno. Spostarsi tra la Riviera dei Cedri e la Costa dei Gelsomini con i mezzi pubblici rasentava l’impossibile.
«È evidente che un solo treno non basti a risolvere i problemi strutturali della mobilità regionale», ammette Cava, «ma questo collegamento apre prospettive inedite. Favorisce relazioni economiche e sociali tra due aree della stessa regione che, storicamente, non hanno mai dialogato».
Lo sguardo al futuro: l’asse interno Cosenza-Crotone
La battaglia delle associazioni non si ferma alla costa. È stata infatti già formalizzata una nuova proposta per istituire un ulteriore collegamento diretto tra Roma e la dorsale che collega Cosenza, Sibari, Corigliano-Rossano, Cirò e Crotone.
La traccia ferroviaria ora esiste, la tecnologia anche. La palla passa inevitabilmente alla politica regionale e alla classe imprenditoriale locale, chiamate a trasformare un servizio sperimentale su rotaia in un volano di sviluppo stabile e duraturo.





