Caraffa, l’area industriale a secco. L’allarme di Confartigianato: “Imprese abbandonate, servizi al collasso”
CATANZARO – Rubinetti a secco, linee telefoniche mute e un’assenza che pesa come un macigno: quella delle istituzioni. È un grido d’allarme durissimo quello lanciato da Confartigianato Imprese Catanzaro, che denuncia lo stato di “abbandono totale” in cui versa l’area industriale di Caraffa, uno dei principali poli produttivi del territorio.
La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata l’ennesima conferenza dei servizi convocata dal Comune per affrontare l’emergenza, e finita con un nulla di fatto. Un incontro disertato dai principali attori chiamati a dare risposte: dal gestore idrico alle società di distribuzione elettrica e telefonica. Un tavolo vuoto che rappresenta, per gli imprenditori, la fotografia di un disinteresse ormai cronico.
Il risultato è un’emergenza che dura da quasi una settimana, con aziende e lavoratori senz’acqua. Un problema non solo produttivo, ma ormai anche igienico-sanitario.
“La situazione è insostenibile,” dichiarano in una nota congiunta il presidente di Confartigianato Catanzaro, William D’Iuorno, e il delegato per Caraffa, Gennaro Condorelli. “Non siamo di fronte a disservizi occasionali, ma al collasso di un intero sistema. Mancanza d’acqua, problemi elettrici, connessioni internet inaffidabili stanno paralizzando le nostre attività.”
Nel mirino di Confartigianato non c’è solo l’inefficienza, ma una precisa mancanza di volontà politica. “Una conferenza deserta dimostra che le imprese sono state lasciate sole,” proseguono. L’associazione punta il dito anche contro “scelte scellerate del passato”, come quella di affidare la gestione di un polo così strategico a un Comune di piccole dimensioni, evidentemente privo delle risorse e degli strumenti per affrontare crisi di questa portata.
Il quadro descritto è quello di una crisi che minaccia di paralizzare l’economia locale. “Queste condizioni compromettono la nostra capacità di rispettare le commesse, scoraggiano nuovi investimenti e, soprattutto, mettono a serio rischio posti di lavoro,” sottolineano D’Iuorno e Condorelli.
Per questo, la richiesta è di un cambio di passo immediato e risolutivo. “Non servono più tavoli tecnici o riunioni inconcludenti. Servono interventi concreti e urgenti. Acqua, energia e comunicazioni sono diritti essenziali per fare impresa, non possono essere considerati un optional.”
Confartigianato promette battaglia, annunciando di voler portare il caso all’attenzione di tutte le sedi istituzionali competenti, per restituire dignità e futuro a un’area produttiva che, senza risposte, rischia il declino definitivo.





