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Sanità calabrese in subbuglio, gli infermieri contro l’ASP di Crotone: “Occhiuto revochi la delibera 64”

CROTONE, 13 marzo 2026 – Frontale e durissima la presa di posizione di tutti gli Ordini delle Professioni Infermieristiche (OPI) della Calabria contro la recente decisione dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Crotone di annullare la graduatoria per Dirigenti delle Professioni Sanitarie. Una delibera, la numero 64 del 20 febbraio scorso, che il Coordinamento regionale degli OPI definisce “immotivata e contraddittoria”, lanciando un appello diretto al Presidente e Commissario ad acta, Roberto Occhiuto, affinché intervenga per revocarla.

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La genesi dello scontro

Al centro della contesa c’è l’avviso pubblico, approvato nel 2025, per il conferimento di incarichi a tempo determinato per la dirigenza sanitaria. Una procedura conclusa, con una graduatoria definitiva e l’assunzione dei primi quattro professionisti idonei. Ora, però, il nuovo Direttore Generale dell’ASP ha avviato il procedimento di annullamento in autotutela, definendo il bando “viziato” alla radice. Le motivazioni? Una presunta violazione di un decreto commissariale (il DCA 54/2023) sulla non fungibilità delle aree professionali e la mancata previsione di tali figure dirigenziali nell’Atto Aziendale, non ancora approvato in via definitiva.

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La replica degli infermieri: “Una scelta che lede i diritti”

Il Coordinamento degli OPI calabresi contesta punto su punto la ricostruzione dell’ASP. In primo luogo, ricordano come la stessa Azienda, con una nota a firma del Direttore Sanitario, avesse richiesto formalmente l’attivazione di quelle posizioni, sanando di fatto la lacuna nell’Atto Aziendale. “Semmai è criticabile l’Atto Aziendale, non la procedura concorsuale,” tuonano gli Ordini.

Inoltre, viene sottolineato come nessun partecipante abbia mai sollevato obiezioni sulle modalità di selezione al momento della pubblicazione del bando. “Contestare la procedura solo dopo la formulazione della graduatoria – affermano gli OPI – significa ledere i diritti acquisiti degli idonei, sia di coloro già assunti sia di quanti attendono lo scorrimento tramite Azienda Zero”.

Contraddizioni interne e prassi nazionale

A rendere la vicenda ancora più opaca, secondo gli infermieri, è una palese contraddizione interna all’ASP: il Direttore Amministrativo e il Direttore Sanitario che firmarono gli atti e presiedettero la commissione d’esame sono gli stessi ancora oggi in carica. Come è possibile, si chiedono gli OPI, che ritengano viziato un atto da loro stessi approvato? A questo si aggiunge il fatto che, in tutta Italia, numerose aziende sanitarie utilizzano procedure identiche a quella contestata a Crotone, a riprova di una prassi consolidata a livello nazionale.

L’appello alla Regione

Di fronte a quello che si profila come un grave danno per i professionisti e per l’intero sistema, gli OPI si appellano direttamente al Commissario Occhiuto, al Dipartimento Tutela della Salute e ad Azienda Zero. La richiesta è chiara: sollecitare l’ASP di Crotone a fare un passo indietro e revocare la delibera 64. Se confermata, la decisione non solo bloccherebbe lo scorrimento della graduatoria a livello regionale, ma danneggerebbe anche le altre aziende sanitarie che potrebbero attingervi, minando la stabilità del sistema e i diritti dei lavoratori.

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