Agricoltura

Emergenza Idrica in Calabria: “Giù le mani dai bacini della Sila”. L’allarme di Cia-Agricoltori Italiani

L’organizzazione chiede un blocco degli usi non prioritari dell’acqua e lancia l’appello per un Piano Straordinario di Manutenzione del Territorio per prevenire nuove alluvioni. “Basta condotte colabrodo e incuria dei fiumi, si agisca ora per evitare il disastro”.

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LAMEZIA TERME (CZ), 13 aprile 2026 – Un grido d’allarme per il futuro delle risorse idriche calabresi, a partire dal cuore pulsante della regione: i bacini della Sila. A lanciarlo è la Cia-Agricoltori Italiani della Calabria, che esprime fortissima preoccupazione per una gestione “smodata” dell’acqua accumulata, chiedendo un intervento immediato per definire una gerarchia d’uso che tuteli i settori vitali dell’economia regionale.

Nonostante le piogge recenti, l’equilibrio rimane fragile. “Svuotare ora i bacini per usi inopportuni, lasciando che la preziosa risorsa finisca in mare, è un errore che non possiamo permetterci,” avverte l’organizzazione. La richiesta è chiara e non negoziabile: l’acqua deve essere destinata prioritariamente all’uso potabile, poi a quello agricolo e solo in ultima istanza ad altri scopi. “Siamo consapevoli che ci attendono nuove stagioni siccitose. Chi ha la responsabilità del controllo deve intervenire subito”.

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Reti Idriche al Collasso: “L’acqua si perde prima di arrivare ai campi”

Il problema non è solo la quantità d’acqua nei bacini, ma anche lo stato disastroso delle infrastrutture. La Cia denuncia una rete di condotte “colabrodo” su tutto il territorio regionale, con perdite strutturali talmente gravi da disperdere un’enorme percentuale della risorsa prima ancora che raggiunga le aziende agricole o le abitazioni dei cittadini. “Non è più tollerabile,” prosegue la nota, “che si continui a sprecare un bene così prezioso per l’incuria di una rete che fa acqua da tutte le parti”.

Un Piano Straordinario contro il Dissesto

Di fronte a un territorio sempre più vulnerabile, Cia-Agricoltori Italiani torna a sollecitare con forza l’adozione di un “Piano straordinario di manutenzione del territorio”. Le alluvioni degli ultimi anni, sottolinea l’organizzazione, hanno dimostrato che l’incuria degli alvei fluviali è il principale complice del maltempo.

Il piano dovrebbe concentrarsi su due azioni chiave:

  1. Pulizia immediata dei corsi d’acqua: Rimozione di alberi, detriti e vegetazione che ostruiscono il deflusso delle acque, trasformando fiumi e torrenti in potenziali minacce.
  2. Prevenzione attiva: Interventi mirati a consolidare gli argini e a prevenire le esondazioni, che causano danni materiali ingenti, spesso subiti dagli agricoltori senza ristori adeguati.

“Gli agricoltori non vogliono più essere costretti a contare i danni,” conclude la Cia. “Preferiamo interventi di prevenzione a risarcimenti che non potranno mai compensare perdite spesso irreparabili”. L’appello finale è rivolto a tutti gli enti responsabili: è tempo di abbandonare la logica dell’emergenza per adottare una programmazione seria e lungimirante, capace di mettere in sicurezza l’agricoltura, l’economia e l’intera cittadinanza calabrese.

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